Il ricorso di Asam al Tar è inammissibile. Un’altra vittoria per Comune di Castellammare di Stabia nella diatriba con l’azienda speciale che ha gestito il servizio idrico in città fino al 2008. Il tribunale amministrativo ha ritenuto che debba essere il giudice ordinario ad esprimersi sui 16 milioni di mole debitoria accumulata da Asam, che il Comune di Castellammare, a seguito dei pareri richiesti alla Corte dei Conti e allo studio legale Marone, ha escluso dal dissesto finanziario, alleggerendo oltremodo la massa passiva dell’ente. Una decisione complessa, che tuttavia va a beneficio delle casse dell’ente e dei cittadini, dato che l’esclusione dei debiti di Asam dal dissesto di fatto consente al Comune di risparmiare 16 milioni di euro che altrimenti sarebbero stati versati tutti o in parte a seguito di transazione.
E proprio a tal proposito nel 2017 il consiglio comunale dell’ex sindaco Antonio Pannullo aveva approvato una delibera che esponeva l’ente al pagamento di circa 7 milioni per chiudere la liquidazione di Asam, l’azienda speciale che nel 2008 aveva lasciato il posto all’attuale gestione Gori. L’attuale amministrazione, tuttavia, ha deciso di non dare seguito a quella delibera che avrebbe rappresentato un bagno di sangue per l’ente e ha deciso di rivolgersi alla magistratura contabile, secondo la quale pertanto il Comune non è tenuto a pagare questi debiti. Il ricorso al Tar intanto boccia Asam e regala la prima vittoria al Comune di Castellammare di Stabia e all’amministrazione Cimmino. Ed ora la palla passerà con ogni probabilità al Consiglio di Stato.
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