Alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Interno è stato concesso un mese di tempo per consegnare al Tar del Lazio tutti gli atti che a fine febbraio 2022 portarono all’emanazione del Decreto con il quale il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia (Napoli). La decisione è contenuta in un’ordinanza istruttoria emessa nell’ambito della discussione di un ricorso proposto dagli ex amministratori. I giudici, considerato che “le doglianze proposte dai ricorrenti devono essere più approfonditamente vagliate in sede di merito”, hanno ritenuto necessario acquisire dall’Amministrazione statale “gli atti della procedura in esame, privi di oscuramenti e completi di tutta la documentazione ad essi allegata, tra cui in particolare: la relazione del Prefetto con i relativi allegati; la relazione della Commissione d’accesso con i relativi allegati; gli atti adottati dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 23 dicembre 2021; l’eventuale relazione del procuratore della Repubblica”. Precisando che i documenti in questione dovranno essere depositati in versione integrale e privi di omissis “fermo il rispetto delle cautele imposte dalla natura classificata del testo che l’amministrazione è tenuta ad osservare”, il Tar ha assegnato trenta giorni di tempo per il deposito, fissando per la trattazione di merito l’udienza pubblica del 29 maggio prossimo.
Castellammare andrà al voto ilprossimo 9 giugno. Quindi la sentenza defintiiva arriverà sicuramente dopo tale data. Parallelamente, il Tribunale di Torre Annunziata si dovrà esprimerecirca l'incandidabilità dell'ex sindaco e di 18 ex amministratori.
«Sottopasso ed espropri, rappresentano un atto di arroganza senza limiti - si legge in una nota del centrodestra - Eav continua a penalizzare Castellammare, insistendo sulla presunta esigenza di realizzare un sottopasso che, visti anche i ritardi evidenziati dal governatore per l’arrivo dei nuovi treni, andrebbe soltanto a devastare ulteriormente una città già svilita dalla chiusura di tre stazioni. Da quanto si apprende dalla stampa, il Comune avrebbe sollevato dubbi in merito alla legittimità della procedura del 27 dicembre scorso, relativa agli espropri. E merita un plauso qualsiasi iniziativa mirata a garantire ulteriore chiarezza e trasparenza su questo tema.
L’atteggiamento di Eav, d’altra parte, ormai è chiaro a tutti: per loro il sottopasso rappresenta l’unica priorità. E poco importa se i treni in circolazione sono vetusti e malandati, se i treni nuovi arriveranno chissà quando, se ben tre stazioni Circum sono state chiuse a Castellammare, se le opere compensative per il traforo (ascensore in piazza Unità d’Italia, camminamento da Grotta San Biagio, parcheggio a Pioppaino) sono rimaste a prendere polvere nei cassetti. Siamo certi che le istituzioni nazionali, sensibili a questa tematica, interverranno per interrompere questo scempio perpetrato ai danni dei cittadini stabiesi» conclude la nota.
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