Il progetto rimodulato di rigenerazione urbana del Savorito non convince Invitalia. E così è saltata l’adesione di quest’ultima per l’attuazione del Pinqua, il piano per il restyling del quartiere a partire dai 15 milioni di fondi Pnrr intercettati dall’ente. Un incontro avvenuto presso la sede di Invitalia il 28 settembre scorso, al fine di consentire alla commissione straordinaria di essere aggiornata sullo stato delle procedure in corso anche alla luce dell’avvenuta rimodulazione del progetto, aveva indotto proprio Invitalia a far presenti le proprie rimostranze. “All’esito dell’incontro, Invitalia, - si legge nella determina di revoca dell’adesione - appreso in tale occasione sia della unicità del quadro economico, ovvero del progetto, sia della avvenuta rimodulazione, sia del fatto che il progetto, sin dall’origine, in coerenza con le finalità del Pinqua, prevede e presuppone l’attivazione di un paternariato pubblico-privato quale requisito di ammissione al Pinqua, ha rappresentato che tali circostanze renderebbero di fatto inutilizzabile l’aggiudicazione degli accordi quadro agli operatori economici effettuata per conto del Comune di Castellammare di Stabia, in quanto predisposta per cinque lotti sulla scorta delle schede di rilevazione trasmesse e senza tenere conto del fatto che il progetto prevede il partenariato pubblico/privato mediante ricorso a project financing”. A fronte di tali perplessità, il 20 ottobre scorso si è svolto un incontro al ministero su richiesta della commissione straordinaria a cui ha partecipato, con collegamento da remoto anche Invitalia, “al fine di valutare la disponibilità di tale società a supportare comunque il Comune di Castellammare di Stabia ovvero ad individuare soluzioni alternative e ulteriori, che consentano di usufruire dell’assistenza di Invitalia per la fase della scelta del contraente”. Ma Invitalia alla fine “ha ribadito la propria indisponibilità a fornire supporto in considerazione della connotazione del progetto quale partenariato pubblico-privato che esclude a priori la possibilità del coinvolgimento di Invitalia nelle procedure di gara”.
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