Il Partito Democratico è alla resa dei conti. Il circolo stabiese fra dieci giorni si riunirà per la celebrazione del congresso cittadino, in programma il 15 e il 16 dicembre al Palazzetto del Mare, e intanto le varie anime valutano il da farsi in vista di un'assemblea di fondamentale importanza per il futuro del partito. Da due anni, infatti, il PD non ha più un segretario e un gruppo dirigente di riferimento a Castellammare di Stabia e nei mesi scorsi ha perso anche la sede di Corso Vittorio Emanuele, un autentico smacco alla storia di uno degli ultimi baluardi del centrosinistra in città. La spaccatura emersa al termine dell'amministrazione Cuomo era stata apparentemente ricomposta con il facilitatore Gennaro Migliore, che ha traghettato il PD verso le elezioni del 2016, concluse con la vittoria del sindaco Antonio Pannullo. Ma le tensioni sopite sono riemerse con il rinvio del congresso, prima convocato e poi spostato a data da destinarsi, una scelta che ha sfaldato ulteriormente il partito, le cui aree non hanno più trovato unità d'intenti. I due gruppi numericamente più forti fanno riferimento a Francesco Iovino, capogruppo del PD in consiglio comunale, e Nicola Corrado, dirigente nazionale del PD e fondatore di Officina Democratica. «Sarebbe importante intraprendere un percorso unitario tra le aree di cui si compone il partito. - spiega Iovino - Vogliamo celebrare un congresso che restituisca al partito di riferimento del nostro territorio l'autorevolezza che merita. Castellammare non può fare a meno di un PD forte, che funga anche da guida per le scelte dell'amministrazione comunale. Ci auguriamo di ritrovarci uniti all'assemblea in vista di un obiettivo comune che ci consentirà di intraprendere inziative importanti per lo sviluppo della città. Ci auguriamo pertanto di trovare un filo conduttore fra le varie aree, ma se non sarà possibile seguiremo percorsi differenti in vista del congresso, perché ora il PD ha bisogno di ripartire». L'idea dell'area casilliana, dunque, consiste nell'individuare un nome e un gruppo dirigente che mettano d'accordo tutti, un'ipotesi che ad oggi appare non molto probabile. «Sono preoccupato per il futuro di questa città. - ammette Corrado - L'esplosione di un disagio sociale senza precedenti, soprattutto nei quartieri popolari, va di pari passo con un rilancio aggressivo della camorra. Perdendo i contatti con alcuni contesti della città, si crea terreno fertile per l'iniziativa criminale e la recluta di nuove forze da parte della malavita organizzata. Alcuni quartieri di Castellammare non sono diversi da Scampia. In questo modo rischiamo di perdere una generazione e questo a mio avviso è il tema principale che dovremo affrontare nel prossimo congresso. Finalmente intanto si celebra il congresso. Meglio tardi che mai e speriamo non sia troppo tardi. Confido in un congresso che metta in campo proposte e progetti, affrontando tematiche importanti, altrimenti ci troveremo di fronte all'ennesima occasione perduta. La conta interna e le dimostrazioni di forza non giovano né al PD né alla città. Serve un dibattito serio per dissipare le nubi scure che si addensano sul nostro futuro. Parliamo di Castellammare e smettiamola di parlare di noi stessi».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.