A Castellammare di Stabia il Partito Democratico si muove su due binari opposti, sempre più difficili da ricomporre. Da una parte i vertici regionali, che nelle ultime ore hanno di fatto chiesto un passo indietro del sindaco Luigi Vicinanza; dall’altra il gruppo consiliare cittadino, che invece sceglie di blindare l’amministrazione e difendere la continuità del governo locale.
Una frattura ormai evidente, che si consuma mentre la commissione d’accesso nominata dal Viminale ha portato avanti le verifiche su eventuali condizionamenti criminali nell’attività del Comune. Un’indagine amministrativa che tiene Palazzo Farnese in una condizione di forte incertezza e che riporta lo spettro di un nuovo scioglimento per infiltrazioni, dopo quello del 2022 che colpì l’amministrazione di centrodestra guidata da Gaetano Cimmino.
Nel quadro regionale, la posizione espressa dal deputato dem Piero De Luca ha segnato una posizione netta: l’invito al sindaco a valutare «un eventuale passo di lato» viene letto come un segnale politico chiaro.
Ma a Castellammare la linea non è affatto condivisa. Il gruppo consiliare del Partito Democratico, con una nota, ha infatti assunto pubblicamente una posizione di sostegno al sindaco Vicinanza, scegliendo di difendere l’esperienza amministrativa in corso e respingendo, nei fatti, l’ipotesi di una crisi politica pilotata dall’alto.
Roberto Elefante, presidente del Consiglio comunale, resta uno dei principali riferimenti istituzionali dell’amministrazione, mentre Giusi Amato e Valeria Longobardi si collocano su una linea di continuità politica con il sindaco. Più sfumata la posizione di Giovanni Tuberosa, indicato come l’unico tra i consiglieri dem più vicino all’orientamento dei vertici regionali del partito.
Il risultato è un paradosso politico sempre più evidente: mentre nel Pd regionale si ragiona sull’opportunità di prendere le distanze da Vicinanza per evitare ricadute in caso di scioglimento, a Castellammare il gruppo consiliare del Pd sceglie esattamente la direzione opposta, rivendicando la necessità di sostenere il sindaco in una fase ritenuta troppo delicata per aprire una crisi istituzionale.
Nel mezzo, un’amministrazione ulteriormente indebolita anche dalla scelta del consigliere Mimmo Cioffi, eletto nella lista del sindaco, che ha annunciato l’uscita dalla maggioranza contribuendo ad aumentare l’instabilità politica in aula.
Tutto resta sospeso in attesa del verdetto del Viminale e del Consiglio dei ministri, che dovranno stabilire se esistano i presupposti per proporre lo scioglimento del Comune.
La squadra gialloblù affronta il Modena con determinazione: mai punti conquistati al 'Braglia', ma la motivazione e il sostegno dei tifosi spingono verso i playoff.