Castellammare di Stabia è uno dei passaggi più delicati per la nuova segreteria metropolitana del Partito Democratico guidata da Francesco Dinacci. Più che blindare l’esperienza amministrativa del sindaco Luigi Vicinanza, l’obiettivo appare quello di fare chiarezza e ricomporre un quadro politico che negli ultimi mesi si è fatto complesso, anche alla luce delle verifiche in corso con l'arrivo della commissione d'accesso al Comune.
L’elezione di Dinacci si colloca nel solco della linea nazionale di Elly Schlein: un Pd più radicato nei territori, con attenzione ai temi sociali e alla legalità. In questo contesto, Castellammare assume un valore strategico. Qui il Partito Democratico rappresenta uno degli assi portanti della maggioranza e ha un peso determinante negli equilibri consiliari e nell’indirizzo politico dell’amministrazione.
Il lavoro della nuova segreteria metropolitana sarà orientato a rafforzare il coordinamento tra livello cittadino e provinciale, evitando frammentazioni e rilanciando una visione programmatica condivisa. Il tutto cercando di dare un segnale chiaro di unità in un Pd frammentato tra chi sostiene ancora la linea di Vicinanza (gran parte del gruppo consiliare) e chi invece ne ha richiesto le dimissioni (la parte politica vicina all'europarlamentare Ruotolo), mentre il segretario regionale Piero De Luca non ha fornito segnali favorevoli nei confronti dell'amministrazione in carica.
In un quadro provinciale segnato da altre situazioni di incertezza, il caso stabiese diventa così un banco di prova per la nuova fase del Pd metropolitano: dimostrare che il “campo largo” può tradursi in governo coeso e responsabile, con un partito capace di guidare i processi senza perdere il contatto con la comunità.
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