La stagione balneare 2026 consegna a Castellammare di Stabia un dato positivo e misurabile: il tratto della Villa Comunale, tornato balneabile nel 2024 dopo anni di divieto, ha mantenuto durante tutta la stagione valori microbiologici entro i limiti previsti dalla normativa.
I parametri di riferimento sono 200 n/100 ml per gli Enterococchi intestinali e 500 n/100 ml per l’Escherichia coli. I campionamenti Arpac restituiscono una sequenza senza superamenti.
Il primo prelievo, effettuato il 27 aprile, ha registrato 10 n/100 ml per entrambi i parametri. Il 19 maggio i valori sono stati di 42 e 64; il 25 maggio di 25 e 53. Il 16 giugno sono stati rilevati 10 Enterococchi e 31 Escherichia coli, mentre il 22 giugno, alle 10:20, i valori sono stati rispettivamente 20 e 10.
Il controllo del 21 luglio, effettuato alle 11:05, ha evidenziato 10 e 31. L’ultimo campionamento della stagione, il 25 agosto alle 12:57, ha registrato 10 n/100 ml di Enterococchi e 178 n/100 ml di Escherichia coli. Anche il valore più alto della serie, quello relativo all’Escherichia coli, è quindi rimasto ampiamente al di sotto del limite di 500.
La continuità dei risultati rappresenta il dato più significativo. Non si tratta soltanto di un singolo controllo favorevole, ma di un andamento stabile lungo l’intera stagione. E questo ha coinciso con una maggiore frequentazione della spiaggia pubblica, tornata a essere un luogo accessibile gratuitamente e sempre più utilizzato da bagnanti e visitatori.
È qui, però, che il dato ambientale apre una riflessione che va oltre la semplice balneabilità.
Se il mare torna a essere una risorsa, la città deve essere in grado di sostenerne la fruizione. La maggiore presenza sul litorale ha infatti evidenziato criticità ancora irrisolte sul fronte della viabilità, delle aree di sosta, della pulizia, dei servizi igienici e, più in generale, dell’organizzazione degli spazi pubblici.
La qualità dell’acqua rappresenta quindi una condizione necessaria, ma non sufficiente. Una costa balneabile può diventare una leva turistica ed economica soltanto se intorno a essa esiste un sistema urbano adeguato.
Il tema si inserisce inoltre in una fase amministrativa particolare. Il Comune è attualmente gestito da una commissione straordinaria dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. È questo il contesto nel quale saranno affrontate le tematiche relative alla città, compresa la valorizzazione del patrimonio costiero.
La stagione 2026 lascia dunque due indicazioni. La prima è quella dei numeri Arpac, che confermano il mantenimento della balneabilità nel tratto della Villa Comunale. La seconda riguarda ciò che ancora manca per trasformare questo risultato in un patrimonio stabile.
Per Castellammare, la sfida del 2027 non sarà soltanto conservare la qualità delle acque, ma costruire intorno al mare servizi, mobilità e condizioni di accoglienza adeguate. Una spiaggia restituita alla città acquista davvero valore quando anche la città è nelle condizioni di valorizzarla.
«Dobbiamo essere più cattivi in entrambe le fasi, commessi troppi errori con il Pisa. Potrei cambiare qualcosa, alcuni uomini stanno recuperando. Sul piano personale sarà bello tornare dove sono stato bene»