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Castellammare - Il dopo ferragosto politico

Dal centrosinistra al centrodestra, tutti alla ricerca della quadra. Occhi puntati sul congresso del Partito Democratico.

tempo di lettura: 3 min
di Simone Rocco
16/08/2015 18:31:59
Castellammare - Il dopo ferragosto politico

Si riaprono le danze. Alla spicciolata rientreranno dalle agognate ferie ad uno ad uno tutti i consiglieri ed in primis il Sindaco che, dopo il meritato riposo, si ritroverà di nuovo a tessere la tela della sua misurata, esigua, maggioranza. Diversi ancora i punti interrogativi. Incassato l'ennesimo risicato voto di fiducia, Cuomo non potrà restare sereno a lungo. Settembre vedrà diversi appuntamenti dirimenti sul piano politico. Il palcoscenico della politica cittadina a settembre sarà interamente occupato dal congresso straordinario del PD. È inutile nascondersi dietro ad un dito, sarà una sorta di referendum pro o contro Cuomo. Il destino dell'amministrazione sicuramente sarà segnato da chi uscirà vittorioso dal momento congressuale. Allo stato, se le regole restano tali, il fronte dei dissidenti sembra di gran lunga più nutrito ed esprime anche una eterogeneità di anime del partito. Sul fronte pro-Cuomo sembrano attestarsi solo i consiglieri di riferimento a Topo. Quanto ai candidati, i dissidenti sono pronti a mettere in campo una prima linea, Nicola Corrado, certi di conseguire con un colpo la presa del partito e la destituzione di Cuomo. Diversamente i pro- Sindaco hanno poche frecce al loro arco, la più papabile è quella di Raffaele Esposito, fedelissimo del Sindaco, uomo di difficile impatto mediatico ma capace di tessere egregiamente la tela della politica. Outsider potrebbe essere l'ex consigliere comunale Salvatore Russo, magari allettato dall'opportunità offerta dal Sindaco di un recupero con la minoranza storica del PD, emarginata dalla stagione Cuomo. Sempre nel centro sinistra, anche in casa IDV sono aperti venti di guerra con l'ala storica in netta contrapposizione con la gestione Varone ed il consigliere Di Nardo, appiattiti senza prospettive sulla linea Cuomo, con la seria probabilità di annientare la visibilità politica di IDV a Castellammare dopo i gloriosi trascorsi. La storica dirigenza mal sopporta una evanescente gestione del rapporto con l'amministrazione fatta di subalternità a qualche leader sindacale e di inadeguatezza nella interlocuzione con il Sindaco. Rivendicano autonomia e coerenza con il programma elettorale e con l'originaria alleanza comprendente anche SEL. Proprio SEL in autunno dovrà fare i conti con il suo futuro tra prospettive asfittiche di antagonismo e recupero di quell'anima responsabile di governo che ha segnato la sua migliore stagione. In città le potenzialità sono grosse visto il nutrito appassionato e competente gruppo di giovani che la compone. Nel centro destra, invece, allo stato si registra sono una guerra di posizioni. Pentangelo ha abdicato al ruolo di leader e la costruzione di una autorevole e riconosciuta leadership tarda ad arrivare. Anche una eventuale caduta di Cuomo li potrebbe far trovare impreparati all'agone elettorale. Il candidato a Sindaco non c'è se non cercandolo nei meandri di una società civile restia però allo stato ad impegnarsi in una battaglia che si potrebbe rivelare di testimonianza. Diversamente, acque mosse in area centrista. Sparita a livello nazionale, in città ha ancora un avamposto e la nascita di Area Popolare, in cui sono confluiti sia i Moderati che le simpatie del consigliere Greco, ne è testimonianza. Certo la loro posizione ha più natura strategica che di reale prospettiva politica. A dirla tutta difficilmente potrebbero competere per la sindacatura ma ne potrebbero condizionare senza dubbio la scelta. Da ultimo non va sottovalutata la presenza del movimento 5 Stelle che alle regionali, oltre al voto di opinione, ha registrato anche un sensibile incremento del voto di preferenza. Segnale questo di una visibilità anche sul piano locale che tuttavia stenta a crescere per la evidente e palese immaturità della sua classe politica, ancora acerba ed incapace di intercettare il consenso in quella vasta quanto silenziosa area di elettorato che ha deciso le vittorie a turno dei vari sindaci. A bocce ferme, questo il quadro. Gli interrogativi sono tanti, le prospettive diverse, basta aspettare il generale autunno per avere le risposte.

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