Giornata di intenso dibattito oggi a Castellammare di Stabia durante il consiglio comunale, con numerosi punti all’ordine del giorno, tra cui la discussione sull’autonomia differenziata e il salario minimo comunale per i lavoratori delle ditte appaltate dal Comune. La seduta si è aperta con il dibattito sull’autonomia differenziata, proposta che ha acceso uno scontro tra maggioranza e opposizione. Il consigliere di minoranza Antonio Cimmino aveva chiesto di rinviare il punto per elaborare un documento condiviso, ma la maggioranza ha bocciato la proposta, approvando invece una mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Alessandro Langellotti che chiesto al consiglio di esprimere una “posizione di disapprovazione all'introduzione dell'autonomia differenziata”. Dal fronte dell’opposizione, il consigliere Pasquale D’Apice ha criticato la gestione della discussione, sostenendo che il tema non dovrebbe essere oggetto di scontro politico locale: "L’autonomia differenziata esula dal nostro contesto e non risolve i problemi del Sud. Abbiamo occupazione ai minimi, servizi carenti e una sanità al collasso, con 20 pronto soccorso chiusi in Campania negli ultimi anni. Questi sono i veri problemi, non strumentalizziamo temi complessi senza competenze adeguate". La minoranza si è in gran parte astenuta, con l’eccezione della consigliera di Italia Viva Teresa Cesarano che ha ribadito la posizione del suo partito, contraria a questa forma di autonomia ma aperta a un dibattito più ampio. Il sindaco Luigi Vicinanza è intervenuto sottolineando l’importanza della questione e ricordando di aver firmato la proposta di referendum per l’abrogazione della legge Calderoli. “La Corte Costituzionale ne ha impugnato alcuni punti – aggiunge il sindaco, che poi alza l’attenzione sulla ‘Questione meridionale’ – Non ho problemi ad ammettere che anche i governi del centrosinistra hanno le loro responsabilità su una questione che la legge Calderoli farà esplodere ulteriormente”. Altro punto caldo è stato quello relativo il salario minimo comunale per i dipendenti delle ditte appaltate dal Comune, rinviato in un’altra seduta al fine di giungere ad un documento condiviso da entrambe le anime di Palazzo Farnese. In aula sono però arrivate due proposte: una della maggioranza, che prevedeva un minimo di 9 euro lordi l’ora, e una dell’opposizione che suggeriva un sistema di riparto utili e defiscalizzazione per i lavoratori. Anche in questo caso, dopo un dibattito acceso, la proposta della maggioranza ha prevalso bocciando la proposta del consigliere Antonio Alfano di approvare entrambi i documenti. Tra gli altri punti affrontati, il consiglio ha approvato i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze e ha confermato l’aliquota IMU. L’assessore Polidori ha spiegato che “lo schema delle aliquote resta invariato rispetto al passato e che il gettito previsto sarà di circa 12,6 milioni di euro, di cui due andranno allo Stato”, sottolineando l’impossibilità di una riduzione al momento. La seduta si è chiusa con tensioni evidenti tra le diverse forze politiche, ma con l’approvazione di misure importanti per la gestione economica e sociale della città.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.