Campania Libera torna all'ovile e salva Pannullo. La delibera salva-Sint e il piano industriale della partecipata sono stati approvati con 13 voti favorevoli, il minimo sindacale previsto perché il provvedimento avesse l'ok del consiglio comunale. Ma a rendere esecutivo l'atto ricognitivo di Sint sono stati il voto favorevole di Tina Donnarumma e la permanenza in aula di Tina Somma e Ciro Cascone, che hanno deciso di astenersi dal voto garantendo però il numero legale per lo svolgimento del consiglio comunale, che richiede la presenza di almeno la metà dei consiglieri più uno, escluso il sindaco. La maggioranza contava ormai appena 12 unità, dato che Eduardo Melisse e Maria Amodio non hanno partecipato all'assise e Antonio Marino, transfuga dell'opposizione, si è assentato in occasione dell'ultimo consiglio a cui avrebbe potuto prender parte, dato che è pronto a subentrargli Emanuele D'Apice. Senza tre dei quindici consiglieri della maggioranza, soltanto la permanenza in aula di altri consiglieri avrebbe reso valido il consiglio e così a risultare decisiva è stata la scelta di Campania Libera di astenersi, un vero e proprio regalo a Pannullo, che ha apprezzato aprendo le porte ad un ritorno di Ciro Cascone e Tina Somma nella maggioranza. «È un atteggiamento che apprezziamo - ha affermato il primo cittadino -. Troveremo gli strumenti per continuare a lavorare insieme». Un cambio di rotta davvero clamoroso dopo gli strali infuocati che il sindaco aveva riservato proprio a Cascone, definendo distoniche le posizioni tra la maggioranza e il consigliere eletto in consiglio con Progetto Stabia. Altrettanto imprevedibile è stata la retromarcia di Tina Somma, che ha servito un cadeau sul piatto d'argento a Francesco Iovino, il quale soltanto un mese fa aveva dichiarato pubblicamente che la sua presenza nel PD era sgradita sia ieri che oggi. «Terremo conto di questa apertura - ha dichiarato Iovino -. Gli assenti invece hanno sempre torto». Un chiaro riferimento a Maria Amodio ma ancor di più a Eduardo Melisse, che si è dimesso dalla presidenza del consiglio comunale proprio tre giorni prima del voto in aula, lasciando libera una poltrona che potrebbe far gola proprio a Campania Libera. Pannullo, dunque, è salvo, ma intanto la maggioranza cambia ancora. I dissidenti tornano alla base, dimenticando le invettive degli ultimi mesi, mentre il passo indietro di Melisse e Amodio potrebbe essere il primo passo di un progressivo defilarsi da una maggioranza costretta a fare la conta dei consiglieri e a salvarsi ogni volta con improvvisi colpi di scena. La nouvelle vague della maggioranza, pertanto, fa persino passare in secondo piano l'approvazione del piano industriale di Sint, il cui prossimo step consiste nella stesura di un bando di privatizzazione che ingloberà Antiche e Nuove Terme con l'obiettivo di rilanciare il comparto termale nella Città delle Acque. Il buon esito del bando sarebbe una manna dal cielo per le Terme, ma un eventuale flop potrebbe apporre la pietra tombale sulla Sint e sul termalismo nella Città delle Acque.
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