Via D'Annunzio al buio, sembra, per guasti tecnici
«Il presente viale è stato individuato come viale privato e pertanto i punti luce esistenti saranno distaccati dall’impianto di pubblica illuminazione cittadina». Questa la comunicazione affissa su diversi pali della luce, siglata dal dirigente comunale Lea Quintavalle, con cui l’ente di Palazzo Farnese sta mettendo in atto quanto disposto dalla determina dirigenziale n.79 del 19 aprile 2013.
In realtà il tutto risale ad una delibera del consiglio comunale del 1964 la quale stabilì che i viali privati che fossero individuati di interesse pubblico potevano usufruire della corrente dell’impianto pubblico per la loro illuminazione. Successivamente, nel 2008, l’allora amministrazione comunale, con apposita delibera, stabilì una verifica dei criteri con cui erano stati individuati nel tempo i viali ritenuti di interesse pubblico per poi procedere con gli eventuali distacchi. Si arrivò poi alla determina dirigenziale del 2013 con cui il commissario Bonadies diede il via al distacco della corrente dai viali non ritenuti di pubblica utilità. Il tutto però fu bloccato dall’insediamento dell’amministrazione comunale appena eletta. Oggi, invece, il Comune ritorna sull’argomento e annuncia con appositi avvisi i distacchi dall’impianto di illuminazione pubblica di alcuni viali privati.
Questa mattina, gli ex consiglieri comunali Francesco Russo, Amedeo di Nardo, Antonio Alfano, Luigi Greco, Giuseppe Giovedì, Gaetano Cimmino, Francesco Iovino, Vincenzo Ungaro, Eutalia Esposito, Rosanna Esposito, Antonio Pentangelo, Rodolfo Ostrifate e Salvatore Vitiello, nonché gli ex assessori Nicola Corrado e Giusy Amato, oltre al segretario cittadini di SEL Michele Starace, hanno protocollato una lettera indirizza al commissario prefettizio Claudio Vaccaro in cui chiedono un incontro urgente per «ascoltare le ragioni dei sottoscritti» in merito alla vicenda. Il loro scopo è portare all’attenzione del commissario «precedenti atti amministrativi» con cui si è di fatto sospeso quanto previsto dalla determina dirigenziale dell’aprile 2013.
«Si tratta di un’iniziativa di dirigenti burocrati – ci ha spiegato l’ex consigliere Francesco Russo – che, alla soglia del 2020, spengono luci in periferia in una città dove purtroppo la criminalità abbonda. Si tratta degli stessi dirigenti che fanno incetta di incarichi quali Responsabili Unici di Procedimenti che, puntualmente non vengono mai portati a termine. Non è con lo spegnimento di pochi lampioni che si sistema il bilancio comunale. Provvedimento tra l’altro basato su una ricostruzione infondata di elementi» ha concluso Russo.
Ma non è tutto. Sembra infatti che tra questi viali privati sia ricompresa anche Via Pomponio, strada in cui sono presenti anche strisce gialle per la sosta degli autoveicoli dei residenti. Se ciò fosse confermato, allora saremmo veramente al colmo: un viale privato che non può usufruire dell’illuminazione pubblica ma dove però viene imposto il pagamento della sosta.
Tutto ciò mentre strade pubbliche a tutti gli effetti restano sistematicamente al buio tutte le sere. Per non rimarcare ancora sulle buche, la sosta selvaggia e l’inciviltà dei proprietari dei cani che lasciano a terra i bisogni dei propri fidi.