L'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari resta senza la sua sede. Non è stato rinnovato infatti il contratto di locazione per l'ente, che aveva istituito la sua base operativa all'interno di tre locali in comodato d'uso nella Reggia di Quisisana, sulla scorta dell'accordo stipulato nel 2012 tra l'ex presidente Giuseppe Guida e il Comune di Castellammare di Stabia. Dallo scorso 22 novembre, dunque, il Parco non può più occupare i locali della Reggia e intanto il presidente Tristano Dello Joio non nasconde il suo disappunto per i solleciti che l'amministrazione comunale avrebbe snobbato nel corso degli anni. «Ho inviato una comunicazione in Regione Campania per render conto dei disagi che l’amministrazione comunale stabiese sta arrecando, per le proprie inadempienze, a noi ente e a tutti i 27 Comuni del Parco Regionale dei Monti Lattari - sottolinea Dello Joio -. Bloccata la macchina amministrativa e inoltre compromesse tutte le attività istituzionali finalizzate alla salvaguardia ed alla conservazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico e di biodiversità presente nel complesso geomorfologico dei Monti Lattari. Ci risulta tra l'altro impossibile esprimere tutti gli adempimenti amministrativi per pareri consultivi e nulla osta a enti pubblici e privati che si vedono negare i propri diritti. Se questo è colorare la città, vedo una cittadina in bianco e nero». Il mancato rinnovo del contratto per la sede dell'Ente Parco si lega a doppio filo alla chiusura della mostra “Dal buio alla luce”, i cui dipendenti erano stipendiati proprio dall'ente regionale. L'amministrazione, intanto, è all'opera per il protocollo d'intesa con il Parco Archeologico di Pompei per l'istituzione nella Reggia di Quisisana del museo archeologico e della scuola di alta formazione, ma intanto il Parco e la mostra sono fuori dai giochi e a due passi da lì la base del Cems Protezione Civile è occupata dagli abusivi, un'autentica beffa che rende ancor più paradossale l'intera vicenda.
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