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Castellammare - Il braccio destro di Di Maio si affida a Vitiello. E intanto l'avvocato accusa: «Contro di me una campagna di delegittimazione»

Dario De Falco ha nominato il candidato massone come suo avvocato per difendersi dopo una condanna con 7mila euro di ammenda nei confronti di una società del comune di Pomigliano.

tempo di lettura: 2 min
di Mauro De Riso
20/02/2018 16:48:03
Castellammare - Il braccio destro di Di Maio si affida a Vitiello. E intanto l'avvocato accusa: «Contro di me una campagna di delegittimazione»

Il braccio destro di Luigi Di Maio si affida a Lello Vitiello per difendersi dopo una condanna con 7mila euro di ammenda nei confronti di una società del comune di Pomigliano. A raccontare la curiosa vicenda è Il Mattino, che narra della decisione di Dario De Falco, tra i registi del Movimento 5 Stelle, di affidarsi all'amico Vitiello in qualità di avvocato per la causa che lo vede coinvolto in tribunale. Il tutto a dispetto della tribolata questione legata all'espulsione di Vitiello dal Movimento a causa della sua iscrizione alla massoneria. De Falco, in realtà, smetisce e getta acqua sul fuoco. «Quando ho saputo che Vitiello era massone, - spiega De Falco - l'ho chiamato per chiedergli di fare un passo indietro e in ogni caso ritengo concluso il nostro rapporto per la vicenda legale». Ma a passare all'attacco è proprio Vitiello. «Resto basito dalle modalità con cui si sta gestendo questa campagna elettorale. - spiega l'avvocato, candidato alla Camera con il Movimento 5 Stelle - Una caccia alle streghe quale modalità per rimestare un fango che non c’è. È in atto una campagna di delegittimazione e denigrazione della mia persona attraverso la diffusione di notizie che non avrei mai pensato potessero essere rese pubbliche. Non ho idea di come possa essere diventata di dominio pubblico la notizia della nomina, sottoscritta peraltro molto tempo prima del 13 febbraio, quando De Falco non conosceva la passata appartenenza alla massoneria. Prendo, pertanto, formalmente le distanze da questo finto sensazionalismo tipico di chi non ha altro da dire». Ma intanto la querelle inizia ad assumere contorni sempre più complessi e Vitiello, pronto a sfilare col simbolo del Movimento nonostante il “game over” imposto da Di Maio, non sembra affatto disposto a mollare la presa.

Intanto, è lo stesso Lello Vitiello che ritorna a parlare della sua candidatura. «Resto basito dalle modalità con cui si sta gestendo questa campagna elettorale - ha detto - Una caccia alle streghe quale modalità per rimestare un fango che non c’è! E’ in atto una campagna di delegittimazione e denigrazione della mia persona attraverso la diffusione di notizie che non avrei mai pensato potessero essere rese pubbliche. Non ho idea di come possa essere diventata di dominio pubblico la notizia della nomina, sottoscritta peraltro molto tempo prima del 13 febbraio, quando De Falco non conosceva la passata appartenenza alla massoneria. Prendo, pertanto, formalmente le distanze da questo finto sensazionalismo tipico di chi non ha altro da dire. Ho motivo di ritenere, invece, che i nemici del Movimento siano tanti e ci provino in tutti i modi per distruggere questa bella esperienza di buona politica».

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