La prima chiamata per la nomina del nuovo presidente del consiglio comunale si terrà mercoledì 6 dicembre. Le dimissioni di Eduardo Melisse hanno generato uno strappo all'interno della maggioranza che soltanto ieri è stato parzialmente ricucito nel corso di una riunione servita a stemperare le tensioni dopo l'approvazione della delibera salva-Sint. La carica è attualmente ricoperta dal vicepresidente vicario Salvatore Ercolano, la cui permanenza sembra raccogliere il consenso delle civiche. Ben diversa la questione all'interno del PD, dato che la spaccatura è già in atto e sarà necessario risolvere la diatriba interna prima di giungere ad un profilo condiviso, ragion per cui con ogni probabilità la nomina slitterà a data da destinarsi, quasi certamente al prossimo anno. Improbabile anche che entri in gioco Campania Libera, che avrebbe fatto già intendere di non essere interessata all'incarico, sebbene non sia da escludere un ulteriore avvicinamento alla maggioranza da parte di Ciro Cascone e Tina Somma. Il consiglio comunale del 6 dicembre, in ogni caso, sancirà l'ingresso in assise di Emanuele D'Apice, che ha vinto il ricorso al Tar e prenderà il posto di Antonio Marino. D'Apice probabilmente andrà a rafforzare la colonia di centrodestra accanto a Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro, con cui il sodalizio prosegue ormai da tempo immemore, e il suo ingresso garantirà un consigliere in più per l'opposizione, dato che Marino aveva deciso di sostenere la causa di Pannullo, sostenendo la maggioranza.