I termali chiedono il conto a Sint. E intanto il debito della partecipata in liquidazione aumenta ogni giorno di più. Risale al 27 ottobre scorso un nuovo ricorso presentato dal lavoratori dell’ex Terme di Stabia spa per chiedere di ricevere le somme accumulate e non ancora erogate fino a giugno 2021, che fanno accrescere il debito di Sint nei loro confronti da 4.9 milioni a 6,2 milioni di euro da ripartire tra 35 termali. Un debito destinato a crescere, dal momento che per ogni mese che passa aumentano anche gli stipendi e i contributi non riconosciuti da Sint ai lavoratori. È stato il commissario liquidatore Vincenzo Sica ad informare oggi i capigruppo istituzionali in merito ad uno scenario che si presta al momento piuttosto cupo per le sorti dei beni del Solaro, per i quali l’ultima parola spetta al tribunale. Il 18 gennaio 2022 è fissata l’udienza dei creditori che dovrebbero dare l’ok al concordato, il che di fatto comporterà la nomina di un liquidatore giudiziale da parte del tribunale che dovrà poi procedere alla vendita dei beni. Sica ha annunciato, che in base all’ultima perizia sui beni del Solaro, il patrimonio immobiliare di Sint ammonta a un corrispettivo di 21 milioni di euro, a fronte dei 12 milioni di debiti accumulati dalla partecipata comunale in liquidazione, di cui 6,2 relativi ai termali, 4,3 verso il Comune di Castellammare di Stabia e 1,2 verso gli altri creditori. “Tutto dipende dalla Cassazione, se dovesse dare ragione a Sint potremmo rinunciare al concordato e gestire la liquidazione in maniera più cauta. Se invece dovesse dare ragione ai termali, allora i beni saranno automaticamente in vendita sotto l’egida del tribunale” ha spiegato Sica, che ha proposto l’indizione di una manifestazione di interesse interlocutoria, non vincolante, per “testare l’interesse degli imprenditori sui beni di Sint, tenendo presente la destinazione già prevista dal piano regolatore e dalle normative vigenti in materia urbanistica per i beni del Solaro”. Al momento, l’unica proposta pervenuta proviene dai fratelli Negri, proprietari del Maximall in cantiere a Torre Annunziata, che vorrebbero realizzare una Rsa nell’hotel delle Terme. Ma intanto il tempo stringe. E dopo 20 anni di errori e di bandi andati a vuoto, il destino dei beni delle Terme è ancora un dilemma.
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