Restaurare la Cassarmonica riportandola all'antico splendore. L'ordine degli architetti dei Monti Lattari ha stretto ieri un patto con Pannullo e Cimmino, candidati alla poltrona di sindaco di Castellammare, al fine di restituire dignità al monumento simbolo della città, da tempo ormai abbandonato al proprio destino e logorato dalla totale assenza di manutenzione. In rappresentanza dell'ordine, l'architetto Domenico Vozza ha illustrato il progetto, tracciando un solco che l'intera città spera sia seguito dai futuri amministratori del Comune stabiese. «Abbiamo stretto un accordo con i candidati per promuovere il restauro di un nostro simbolo cittadino, ricalcando un percorso già avviato con la petizione sostenuta dall'associazione “Terre Scosse” - ha spiegato l'architetto -. Castellammare senza Cassarmonica equivale a Parigi senza Tour Eiffel, pertanto stiamo provando a strappare questa promessa prima ancora delle elezioni, affinché il futuro sindaco possa dare seguito all'iniziativa. Di recente il Governo ha programmato un fondo da 150 milioni di euro, destinato al recupero di beni abbandonati dai nostri comuni o in deterioramento per mancanza di manutenzione ordinaria, richiedendo tra le altre cose una mobilitazione da parte dei cittadini affinché facciano pervenire all'indirizzo bellezza@governo.it il maggior numero possibile di e-mail. Tramite l'ordine cercheremo di offrire il nostro contributo per avviare una gara d'appalto e dare nuovamente lustro alla Cassarmonica». Nei giorni scorsi anche Rosario Savarese (Piazza Virtuale Stabiese) e l'ex assessore all'Urbanistica Alessio D'Auria hanno cavalcato l'onda emotiva generata dall'iniziativa del Governo, incitando gli stabiesi ad inondare di e-mail il Consiglio dei Ministri per fare in modo che la Cassarmonica e le Fontane del Re rientrino nel finanziamento per il restauro dei beni pubblici abbandonati.