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Castellammare - I candidati incontrano l'Assoforense stabiese: l'impegno per la riapertura del Giudice di Pace

Gli avvocati e i professionisti stabiesi insieme al presidente dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata hanno incontrato i candidati a sindaco, la riapertura dell'Ufficio Giudice di Pace e la lotta alla criminalità al centro del dibattito.

tempo di lettura: 4 min
01/06/2018 02:54:27
Castellammare - I candidati incontrano l'Assoforense stabiese: l'impegno per la riapertura del Giudice di Pace

Intenso confronto tra l'associazione forense stabiese, presieduta dall’avvocato Francesco Savastano, ed i cinque candidati a sindaco, Gaetano Cimmino, Massimo De Angelis, Andrea Di Martino, Francesco Nappi, Tonino Scala. Un dibattito tenutosi sotto lo sguardo del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, avvocato Gennaro Torrese, insieme a cittadini e professionisti.

I temi affrontati diversi, ma i più sentiti sono stati quelli relativi al ripristino dell’Ufficio del Giudice di Pace e la battaglia per il contrasto all’illegalità. Facendo eco alle parole del Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli, Dott. Luigi Riello, che evidenzia la necessità di avere Istituzioni intese come presidi di legalità, l’Assoforense stabiese ha sentito la necessità di interloquire, non solo come categoria, ma anche come cittadini, su temi importanti quale il ripristino del presidio di legalità nella città delle acque e la lotta al malcostume.

Il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Torre Annunziata, avvocato Gennaro Torrese ha sottolineato che la riapertura del Giudice di Pace a Castellammare di Stabia è un indotto di sicurezza per la città e cosa necessaria per la collettività, non solo per sentirsi più tutelata ma anche come contrasto alla desertificazione della zona.

Tutti i cinque candidati hanno evidenziato, in collaborazione con la categoria degli avvocati, la necessità di un ripristino dell’Ufficio del Giudice di Pace, non solo per i professionisti – sottolinea Cimmino, che già nel 2014 aveva fortemente sostenuto il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace – ma per l’indotto tutto della zona, con l'unica incognita del dissesto finanziario dell'ente. Anche De Angelis ha sottolineato la propria volontà di lavorare per la riapertura dell’Ufficio del GDP, con la razionalizzazione degli spazi e delle spese, e ha ribadito che "gli ostacoli vanno affrontati insieme".

Di Martino invece ha rammentat che "il Giudice di Pace è alla base del mio progetto politico e la sua riapertura è un’opzione praticabile". A frenare la riapertura dell'Ufficio è comunque il problema del dissesto finanziario poiché tecnicamente si è concluso ma è ancora da monitorare.

Nappi, nel sottolineare che il Movimento ha sempre lavorato e lavora di concerto con i cittadini ed i professionisti del settore, ha ricordato "l'assoluta necessità della riapertura del Giudice di Pace non solo quale presidio di legalità, ma anche per fare partire un indotto economico di zona e per conferire più sicurezza per tutta la città, attesa l’ovvia presenza di polizia, vigili urbani, carabinieri". Dal suo canto Scala ha sottolineato che "i costi non sono insostenibili, serve anche per arrestare il declino della città, atteso che negli ultimi anni la città delle acque ha perso tanto, non solo in termini di uffici trasferiti altrove ma anche di soldi stanziati per numerosi progetti. La città dunque va riportata allo stato di normalità e questa battaglia deve essere fatta insieme agli avvocati. Sfido la sfortuna – tuona Scala – perché la giunta l’ho già nominata!".

Tutti i candidati Sindaci, sul delicato argomento della lotta all’illegalità, hanno concordato sulla necessità di un forte contrasto alla micro e macro criminalità. Cimmino ha spiegato che "c'è bisogno non solo di centri di per i giovani ma anche un aumento di forze dell’ordine sul territorio e l’utilizzo dell’ANAC". Di Martino ha replicato dicendo "che la criminalità è anche dentro la Pubblica Amministrazione e dunque vi è assoluta necessità di combattere anche questo tipo di criminalità, con controlli continui e costanti dell’operato. Fondamentale è dunque l’applicazione delle norme del codice degli appalti e un lavoro di concerto con le forze dell’ordine ed ancora più fondamentale nel contrasto alla criminalità, è l’aiuto ai cittadini che hanno il coraggio di denunciare il racket a cui vanno date esenzioni dal pagamento delle imposte comunali per 3 anni". Nappi invece ha sottolineato che "la battaglia all’illegalità va distinta dalla micro alla macro criminalità, perché la microcriminalità è espressione del disagio e va combattuta con politiche sociali e per combattere la macrocriminalità, presente anche nella macchina comunale, non solo è necessario il confronto costante con l’ANAC, ma soprattutto prevenire e garantire la massima trasparenza, anche con rating di legalità per le aziende che fanno richieste al Comune. E’ necessario dunque l’osservatorio per la legalità, e un coordinamento continuo e costante con le forze dell’ordine".

Scala ha evidenziato che "non con gli arresti si affrontano i problemi, ma è necessario sottrarre la manodopera alla camorra". Come Cimmino, ha sottolineato "la necessità di potenziamento di luoghi di aggregazione legale per giovani e meno giovani ma anche un potenziamento della videosorveglianza già esistente".

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