Poco più di un mese fa è stato pubblicato il bando relativo all'housing sociale del rione Savorito. Si tratta di un'opera di estrema importanza, il cui intento consiste nel cercare di recuperare e riqualificare una zona degradata della città, offrendo innanzitutto l'opportunità di proporre un'offerta di alloggi e servizi abitativi a prezzi contenuti destinati ai cittadini con reddito medio-basso, che non possono pertanto permettersi un affitto o un mutuo sul mercato privato né possono accedere ad un alloggio popolare. Il progetto prevede la costruzione di 62 alloggi a libero mercato, oltre a 106 alloggi di edilizia residenziale e 31 alloggi di edilizia residenziale pubblica da cedere al Comune e prenderà il via con la demolizione dei 199 alloggi prefabbricati esistenti. È prevista anche la realizzazione di un centro commerciale, di un polo per l'infanzia e di un impianto per la raccolta dei rifiuti, oltre alla costruzione di un parcheggio interrato e alla riqualificazione delle strade circostanti e del verde attrezzato. L'obiettivo consiste nel contribuire al miglioramento della qualità urbana, alla sostenibilità energetica e ambientale, al contrasto della segregazione urbana e abitativa delle fasce più disagiate, alla facilitazione di relazioni di socialità e di solidarietà tra gli abitanti. L'housing sociale del Savorito è divenuto un caso politico in virtù dei meriti che prima l'ex assessore all'Urbanistica D'Auria e poi l'ex sindaco Bobbio si erano arrogati, ma in realtà la sua approvazione risale alla gestione Vozza nel lontano 2009. Il Comune, intanto, sembra sul punto di sbloccare anche la questione relativa al “Contratto di Quartiere”, un progetto con finanziamento ministeriale, regionale e comunale per la realizzazione di 96 alloggi assegnati a nuclei familiari aventi titolo. A tal proposito, il candidato sindaco Salvatore Vozza, in qualità di promotore dell'iniziativa improntata sul programma edilizio per la periferia stabiese, ha deciso di affidare ad una nota le sue considerazioni in merito alla vicenda, esprimendo anche un pizzico di scetticismo riguardo ad alcune presunte criticità del bando che rischierebbero di porre un freno al progetto, da lui stesso definito il più grande investimento su un'area periferica di tutto il Meridione.
«In seguito agli eventi sismici del 23.11.80 - si legge nella nota - e per fronteggiare le esigenze dei nuclei familiari rimasti privi di alloggi, furono realizzati gli alloggi del complesso edilizio di via Savorito. Sebbene previsti per un uso temporaneo, con la prospettiva della rimozione, una volta terminata l’“emergenza”, nel corso degli anni, tali unità abitative sono divenute fissa dimora di nuclei familiari di senza tetto e sfrattati; tali alloggi però, ad oggi, data la carenza di interventi manutentivi, versano in un avanzato stato di fatiscenza ed abbandono e connotano l’intero quartiere coma zona altamente degradata. In ragione di tale situazione, quando, in attuazione dell’art. 8 del DPCM 16 luglio 2009 “Piano Nazionale di Edilizia Abitativa”, per alleviare l’entità del disagio socio economico ed abitativo, la Regione Campania pubblicò un avviso per la definizione del Programma regionale di edilizia residenziale sociale allo scopo di selezionare interventi di Housing sociale, venne selezionato anche quello proposto dal Comune di Castellammare di Stabia, si ritenne opportuno attuarlo proprio nel quartiere Savorito. Il programma edilizio prevede la demolizione delle ormai fatiscenti strutture prefabbricate e la realizzazione di nuovi 199 alloggi (31 alloggi di ERP di proprietà comunale, 106 alloggi sociali e 62alloggi a libero mercato) oltre ad un sistema di interventi sociali e strutturali di riqualificazione dell’area. Va, ricordato però anche che, nell’ambito del più vasto programma di recupero e riqualificazione dell’intera periferia nord della città, era stato, già da tempo, avviato un altro programma di edilizia residenziale pubblica denominato “Contratto di Quartiere”, assistito, tra l’altro, da finanziamento ministeriale, regionale e comunale per la realizzazione di 96 alloggi da assegnare a nuclei familiari aventi titolo. Quest’ultimo programma, avrebbe dovuto favorire la liberazione degli alloggi occupati del Savorito per consentirne la demolizione e la successiva ricostruzione ed il rientro dei nuclei familiari aventi titolo».
Dopa aver riepilogato l'iter che ha condotto all'approvazione del progetto, Vozza passa alle note dolenti: «Nonostante la giustezza degli interventi programmati è opportuno evidenziare alcuni aspetti di criticità del bando in pubblicazione che di seguito si sintetizzano:
a) gli alloggi da demolire sono tutti, allo stato, occupati da nuclei familiari per i quali, sebbene in gran numero privi di titolo, andrebbe comunque trovata una alternativa sistemazione abitativa, seppur temporanea, quale quella appunto prevista dal “Contratto di Quartiere”. Tale problematica, che sicuramente potrebbe generare alta tensione sociale, non è stata tenuto in conto nella emanazione del bando, né si può ipotizzare di demandare il soggetto aggiudicatario dell’intervento all’attuazione di tale delicato adempimento non avendo, tra l’altro, neanche veste giuridica per poterlo eseguire.
b) l’intero intervento previsto dal programma, sebbene conforme alla vigente strumentazione urbanistica, si sarebbe dovuto attuare attraverso la formazione di preventivo ed apposito piano attuativo di cui agli artt. 26 e 27 della L.R. 16/04, in quanto costituisce un complesso organico di più edifici ed incide sugli standards urbanistici.
c) non sono note ai concorrenti i patti e le condizioni di cui alla citata convenzione da sottoscriversi tra concedente e concessionario; elementi questi fondamentali per poter consentire una adeguata offerta sia economica che tecnica.
d) dalla lettura del disciplinare del bando emerge che tra gli elementi quantitativi di valutazione dell’offerta vengono assegnati 5 punti per la riduzione del prezzo dei 62 alloggi a libero mercato convenzionato. Si fa rilevare che se si parla di alloggi a libero mercato per cui alcuna forma di convenzione può regolarne la vendita. Il parametro di costo di €. 1.881,90 al mq. per la realizzazione degli alloggi è quello in linea con quanto stabilito dal D.D. EPA n. 7 del 14.01.2009, in materia di massimali di costo vigenti e non, è affatto assimilabile ad un valore di mercato di vendita degli alloggi, in quanto appunto è un costo. Riesce difficile comprendere come possa reggere un piano economico finanziario qualora si formulasse una offerta a ribasso su tale costo».
«Per tali motivi - conclude Vozza -, se si ritiene che queste osservazioni abbiano un minimo di fondamento, sarebbe opportuno che si valutasse una sospensione del bando prima che possano essere presentate proposte e ciò al fine di evitare il sorgere di possibili contenziosi derivanti dalle criticità su esposte. Non è per pedanteria che sono stati esposti, sebbene sommariamente, gli atti predisposti per la gara; la mia preoccupazione deriva dal fatto che anche questo cantiere (dopo la Villa Comunale, la Casa del Fascio, Corso A. De Gasperi) rischia di bloccarsi. È una preoccupazione non di poco conto se si tiene nella dovuta considerazione che il Comune di Castellammare di Stabia, come del resto quasi tutti i limitrofi territori, vive un disagio abitativo che si manifesta in tutti i suoi deleteri aspetti, è per questo infatti che è inserito tra quelli ad alta densità abitativa di cui all’allegato “A” della delibera CIPE del 13.12.2003. Ritengo l’intervento volto al recupero del quartiere Savorito (mediante demolizione e ricostruzione degli alloggi) essenziale e da attuarsi nel migliore dei modi e da considerarsi inoltre quale momento interno ad un più generale programma di intervento sul tema della residenza, che coinvolge lo stesso Contratto di Quartiere, ma più in generale l’obiettivo di riqualificare, e potenziare, la dotazione di edilizia residenziale pubblica, a partire dal patrimonio dell’IACP, sia quello localizzato nelle stesse aree del Savorito, che quelle più vicine alla linea di costa, quali il C.M.I.».