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Castellammare - "Hanno smantellato il San Leonardo e tutti tacciono"

Così Tonino Scala, ex consigliere regionali di Sinistra Ecologia e Libertà. 

tempo di lettura: 4 min
27/02/2015 13:16:12
Castellammare -

"Hanno smantellato il San Leonardo e tutti tacciono". Così Tonino Scala, ex consigliere regionali di Sinistra Ecologia e Libertà.
"Lasciate ogni speranza o voi che entrate. E' la prima cosa che salta in mente quando si entra nell'ospedale di Castellammare - prosegue Scala - . Non per i lavoratori, anzi, pochi, oberati di lavoro e di grande professionalità nonostante i pochi mezzi a disposizione, ma per il modo con il quale stanno affrontando e risolvendo la vicenda del deficit sanitario. Tagliare, tagliare, tagliare e tagliare ancora questo il leitmotiv di questi anni. Sono riusciti in cinque anni a smantellare una struttura ospedaliera che sulla carta secondo il Piano Ospedaliero è una struttura di secondo livello. Mancanza di personale da un lato grazie all'austerity voluto da Caldoro ma anche e soprattutto per la distruzione ad hoc di interi reparti. Oramai l'ospedale San Leonardo è diventato un punto di partenza per altre strutture ospedaliere per diagnostica specializzata e per interventi talvolta anche banali. Penso all'endoscopia che eravamo riusciti nella scorsa legislatura a portare, acquistata e lasciata nel sottoscala, idem per la tac. I pazienti si ricoverano al San Leonardo e con autoambulanze, non consone visto i km che fanno ogni giorno, dopo giorni su barelle nei corridoi si parte per Torre Del Greco, Nocera, Boscotrecase o strutture convenzionate. Il meglio della medicina sta scappando da questo nosocomio, non si può lavorare così, a nulla sono servite le denunce di Sel nel presente nell'assise regionale, complici quelle forze politiche che hanno fatto di quella struttura solo un serbatoio di voti. Hanno chiuso il San Leonardo e non ce ne siamo accorti. Sì perché quando si va in una struttura ospedaliera, in un pronto soccorso, con un codice verde e ci si accorge che infermieri, due e medici, uno, devono fare non i salti mortali ma le capriole per passare da un malato all'altro, lavorando in pessime condizioni senza strutture, senza barelle, con mancanza di sedie dove poter far sedere i pazienti, la struttura c'è ma è come se l'avessero chiusa! Devo essere sincero la professionalità e le acrobazie del medico di turno che nonostante il disagio ha mostrato grandi professionalità sebbene l'habitat non fosse consono a quello di un pronto soccorso, se da un lato mi fanno mostrare ammirazione nei confronti di persone che mettono in pratica il giuramento di Ippocrate senza se e senza ma, dall'altro mi provoca irritazione. Un'irritazione causata dall'applicazione delle nuove misure della giunta regionale campana: tagli, tagli ed ancora tagli. Gli altri ospedali vedi Scafati, vedi Torre del Geco, sono stati chiusi. A Castellammare il nosocomio è aperto ma è come se lo avessero chiuso, e questo è ancora più grave. Una politica di sanità pubblica dovrebbe essere quella di promuovere il benessere sanitario individuale e collettivo, garantendo a tutta la popolazione un accesso equo alle informazioni, alle prestazioni e ai servizi (di prevenzione, di diagnosi, di cura e di riabilitazione) adeguati ai bisogni sanitari, il tutto a costi sopportabili per l'individuo e per la società, tenuto conto delle risorse disponibili. A Castellammare hanno di fatto cancellato tutto questo. Lo hanno fatto in silenzio, in sordina. Te ne rendi conto solo quando hai a che fare con la struttura. Assurdo. Comprendo il deficit anche se andrebbe realmente capito perché è accaduto questo. Ma possibile che la sanità debba essere considerata solo un costo? Dietro ogni taglio c'è un servizio in meno agli utenti che in sanità si chiamano ammalati. È arrivato il momento di dire basta alla sistematica smobilitazione di un presidio che per il passato era considerato l'ospedale pilota della regione Campania. Il "S. Leonardo" è ormai ridotto a macerie dal punto di vista della "diagnosi e cura"; delle camere operatorie ed "igienico-organizzativo", tanto è vero che i direttori sanitari che vengono nominati, dopo essersi resi conto delle reali ed effettive condizioni, scappano, come sembra abbia fatto l'ultimo in ordine di tempo. Un ringraziamento al personale medico e paramedico per il grande lavoro: andrebbe dato a loro il nobel per la pazienza. Così non è possibile continuare, questo lo dicevo quando ero in consiglio regionale e continuo a dirlo oggi che sono solo un utente!!! Per non parlare del silenzio del primo cittadino della città delle acque prima autorità sanitaria sul territorio. Nicola Cuomo come il consiglio comunale si facciano sentire, assurdo far diventare, dopo la chiusura di Gragnano il San Leonardo un punto di partenza per altre strutture: in quelle ambulanze si rischia la morte" conclude l'ex consigliere regionale.

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