Non è una vera e propria crisi politica, però alcuni segnali di malessere cominciano ad emergere con sempre maggiore insistenza all’interno della maggioranza a sostegno del sindaco Gaetano Cimmino.
E’ chiara, ad esempio, la posizione della Lega di Salvini che esterna ad ogni occasione il suo disappunto verso talune scelte operate dal sindaco e che tiene fuori i partiti da qualsiasi decisione sulla gestione della macchina comunale. Una veduta di idee che ha generato anche una profonda spaccatura tra il consigliere comunale Giulio Morlino ed il coordinatore del locale circolo Giovanni Tito. Quest’ultimo lamenta la poca partecipazione del suo esponente in assise anche verso temi molto a cuore al partito anche a livello nazionale, come la lotta all’abusivismo commerciale e alla gestione degli immigrati.
Comincia a farsi pressante anche la richiesta di Fratelli d’Italia che spinge per un rimpasto della giunta tecnica voluta da Cimmino ad inizio del suo mandato per risolvere le prime urgenti problematiche cittadine. Ora che il DOS è in dirittura d’arrivo, il piano triennale delle opere pubbliche praticamente approvato ed il bilancio pronto per essere votato in consiglio, il locale partito della Meloni sembra aver ufficialmente chiesto al sindaco di azzerare l’esecutivo e dare così spazio ai partiti. Del resto questi erano gli accordi di giugno dello scorso anno, e questo è quello che ora i partiti di centrodestra chiedono.
La stessa Forza Italia, nonostante la grande fiducia dei 4 consiglieri comunali azzurri verso Cimmino, comincia a sbuffare. Anche da questa sponda arrivano segnali di malessere, con il consigliere Antonio Cimmino che appare particolarmente affetto da forti “mal di pancia”.
Il sindaco, accerchiato dalle forze politiche della sua maggioranza, sembrerebbe aver dato l’ok ad un rimpasto, ma non ad un totale azzeramento. Ma proprio quegli assessori che Cimmino ritiene suoi fedelissimi sono quelli contro cui è puntato il dito della sua coalizione. Scafarto e Radice sono le teste chieste da Lega, Forza Italia e FdI. Ma proprio di questi il primo cittadino – per varie ragioni – non vorrebbe privarsi. Più facile per il sindaco rinunciare a Calì, Esposito e Carosella, assegnando così un assessore a ciascuno dei tre partiti. Quelli “intoccabili” per tutti sembrano essere Russo ed Amato, il cui lavoro è stato molto apprezzato.
Non resta che vedere come l’abile Cimmino riuscirà a far conciliare le richieste della coalizione a quelle che sono le sue idee di amministrare Castellammare.
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