È atteso all'inizio del nuovo anno il rimpasto di giunta a Castellammare di Stabia. Il sindaco Gaetano Cimmino, probabilmente già nella giornata di domani, darà il via agli incontri con le forze politiche per discutere del futuro dopo che gli assessori nominati nel luglio del 2018 hanno ormai raggiunto i due anni e mezzo di carica. Senza dubbio una delle giunte più longeve degli ultimi anni ed è per questo motivo che il primo cittadino vorrebbe preservarla e non perdere il lavoro fatto fino a questo momento. In parte potrebbe anche riuscirci considerato che due liste che lo hanno appoggiato alle amministrative, Gaetano Cimmino sindaco e Solo per Castellammare, sarebbero pronte a confermare due membri dell'attuale esecutivo. Discorso diverso invece per Forza Italia che ambisce alla poltrona della presidenza del consiglio, al momento ricoperta da Vincenzo Ungaro. Ma l'area Cimmino sarebbe disposta a nominare un nuovo presidente, magari un forzista, per strappare la terza riconferma in giunta. Da valutare però le altre posizioni nella maggioranza. In primis quelle di Fratelli d'Italia e Democrazia Cristiana, i due partiti che storicamente hanno chiesto più spazio e visibilità. Entrambi chiedono l'azzeramento della giunta e la nomina di assessori politici ma al momento sembrano essere le uniche voci fuori dal coro. FdI e DC hanno chiesto più volte il rimpasto, l'ultima volta nell'estate scorsa prima delle regionali ma la maggioranza è sempre riuscita ad accontentare i referenti placando i mal di pancia. Resta da chiarire, infine, la posizione della Lega con la consigliera Tina Donnarumma che ufficialmente non è ancora passata nelle fila della maggioranza.
Per quanto riguarda gli attuali assessori, chi punta alla riconferma è l'assessore all'Urbanistica Fulvio Calì che ricopre anche il ruolo di vicesindaco. Discorso simile sia per Antonella Esposito (politiche sociali) , Amato (Bilancio) che per Giovanni Russo (Lavori Pubblici). Chi potrebbe invece dire addio è Diana Carosella (Istruzione) e soprattutto e Gianpaolo Scafarto (Ambiente e Sicurezza) che è stato più volte criticato dai membri della sua stessa maggioranza (in primis da Fratelli d'Italia).
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