SEL: "Sarà la solita notizia a soli fini propagandistici di un'Amministrazione alla deriva su tutti i fronti e con forti difficoltà di tenuta politica ed amministrativa?".
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Un protocollo d'intesa con "l'Università Islamica di Lecce" per stabilire nel Palazzo Reale di Quisisana una scuola per il restauro. Una notizia circolata negli ultimi giorni e che, in queste ore, sembra essere stata smentita dal sindaco Nicola Cuomo. Nel mentre non si giunga a fare chiarezza su questa opportunità (il sindaco propone diversi post giornalieri sui social network, ma su questo argomento stranamente tace), il locale circolo di Sinistra Ecologia e Libertà esprime tutto il proprio "sbigottimento" in merito a tale notizia.
"Poche settimane fa - si legge in una nota stampa - avevamo al contrario apprezzato quanto dichiarato dal Sovrintendente Osanna che annunciava, di concerto con il Ministro Franceschini, la futura allocazione, nei locali della Reggia, della Scuola post-universitaria di Archeologia di Atene. Progetto che riteniamo essere in linea con la destinazione naturale del Palazzo Reale di Quisisana, restaurato con Fondi CIPE con vincolo della creazione della Scuola di Restauro e per accogliere il Museo Archeologico Stabiano. Inoltre, va ricordato che Castellammare, da un punto di vista di riqualificazione culturale, rientra nel Grande Progetto Pompei, voluto dal Ministero dei Beni Culturali. Premesso tutto ciò, ci chiediamo cosa c'entri l'Università Islamica che oltretutto non ha alcuna legittimazione e riconoscimento da parte del Ministero dell'Università italiana (cosa che rimarchiamo con forza). Sarà la solita notizia a soli fini propagandistici di un'Amministrazione alla deriva su tutti i fronti e con forti difficoltà di tenuta politica ed amministrativa? Noi pensiamo di sì. Ci auguriamo, nel frattempo, che il Sindaco mantenga vivo il rapporto con il Ministero della Cultura e con la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Pompei, unici seri interlocutori in questa vicenda, che dovrebbe mirare alla vera rinascita culturale della Città, attraverso la valorizzazione del proprio patrimonio artistico storico culturale anziché affidarsi a progetti che, data la loro inconsistenza, sono solo meschini spot pubblicitari o, peggio ancora, misere speculazioni senza fondamento".