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Castellammare - Fiume Sarno, torna la propaganda. La Regione: «Bonifica entro il 2025». Ma intanto 800 milioni sono già in fumo

Le parole di Mario Casillo, capogruppo dem, e Fulvio Bonavitacola, vice di De Luca, faticano a riaccendere la speranza per il risanamento del fiume più inquinato d’Europa, panacea degli sprechi, delle promesse elettorali e di continui salassi per le tasche dei contribuenti.

tempo di lettura: 2 min
di red
20/03/2022 13:35:30
Castellammare - Fiume Sarno, torna la propaganda. La Regione: «Bonifica entro il 2025». Ma intanto 800 milioni sono già in fumo

Il fiume Sarno torna al centro della propaganda politica. Arriva dal capogruppo regionale del Pd Mario Casillo la promessa della conclusione dei lavori per la bonifica entro il 2025. Due anni e mezzo, dunque, per ripulire il fiume più inquinato d’Europa, per il quale finora sono stati spesi 800 milioni di euro senza un briciolo di risultato. “Per la prima volta c'è una data per il completamento di tutti gli interventi necessari per garantire la bonifica del fiume e restituire la balneabilità all’intero tratto di costa” fa sapere Casillo, evidentemente rassicurato dai tecnici circa la bontà del progetto di risanamento del Sarno. Se sia davvero o meno la volta buona, lo scopriremo da qui a qualche anno. Ma intanto le parole del capogruppo dem faticano a riaccendere un barlume di speranza tra i cittadini, ormai stanchi degli sprechi, delle promesse elettorali e soprattutto del salasso di soldi pubblici che la Regione Campania ha investito negli ultimi due decenni senza produrre alcun risultato degno di nota, se non quello di gravare sulle tasche dei contribuenti con la tassa per la depurazione. Sembrano già lontanissime le immagini del Sarno limpido e trasparente durante il primo lockdown, due anni fa, quando tutte le industrie rimasero ferme per circa due mesi e gli scarichi illeciti erano ridotti praticamente a zero. Uno scenario svanito nel nulla non appena l’attività industriale è ripartita a pieno regime, con i relativi sversamenti nelle acque del fiume. E ad accodarsi alle parole di Casillo ci ha pensato anche Fulvio Bonavitacola, il vice del governatore Vincenzo De Luca, che ha promesso entro il 2023 la sostituzione delle griglie di contenimento dei rifiuti con barriere galleggianti. Un ulteriore esborso economico che soltanto il tempo stabilirà se sarà fruttuoso o meno. Ben diverso, invece, è il discorso relativo alla balneabilità del tratto di costa stabiese. Il lavoro congiunto tra l’amministrazione Cimmino e Gori per l’eliminazione degli scarichi in mare ha prodotto un primo risultato tangibile e concreto: le analisi periodiche di Arpac, infatti, hanno rivelato una sensibile riduzione di impurità e batteri, in particolare escherichia coli ed enterococchi intestinali, scesi sotto la soglia massima consentita. Un dato rilevante per ritenere che di qui a breve l’intero litorale stabiese potrà diventare balneabile, in attesa di conoscere quale destino avrà l’arenile, sul quale le analisi effettuate un anno fa sono ancora nei cassetti e, con esse, il piano di caratterizzazione propedeutico alla bonifica.

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