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Castellammare - Finite le vacanze, è tempo di resa dei conti a Palazzo Farnese

Rimpasto di giunta ormai imminente. Salgono le quotazioni di Balestrieri. Il vicesindaco verso l'addio.

tempo di lettura: 4 min
di Simone Rocco
05/09/2017 11:50:40
Castellammare - Finite le vacanze, è tempo di resa dei conti a Palazzo Farnese

La Giunta varata da Pannullo il 6 luglio 2016

Finite le vacanze, è tempo di resa dei conti a Palazzo Farnese. Quei conti che da qualche mese non tornano più sul tavolo della sala giunta della casa comunale. Rispetto a 14 mesi fa, infatti, sono mutati gli equilibri in consiglio comunale e, di conseguenza, gli assessori nominati da Pannullo lo scorso anno non rispettano più i voleri (ed i poteri) di chi siede negli scranni dell’aula consiliare.

A battere i pugni sul tavolo sono per lo più i quattro consiglieri dell’Area Civica, forti dell’accordo politico tra ‘Stabia Popolare’ e ‘Partito della Città’. Non gli basta più il solo assessorato all’innovazione tecnologica affidato a Giuseppe Iozzino, chiedono un’altra poltrona in giunta con deleghe al Commercio e alle Attività Produttive. Ma non solo. Area Civica vorrebbe la testa dell’assessore all’urbanistica Giuseppe Rubino, reo – secondo i moderati – di non aver gestito al meglio i lavori della villa comunale, casa del fascio e centro commerciale naturale.

Rubino, però, gode della fiducia del gruppo consiliare del PD e, per questo, difficilmente sarà sacrificato in questa opera di repulisti della giunta. PD che, invece, pare abbia isolato e scaricato Andrea Di Martino. Il vicesindaco rischia decisamente la poltrona. A confermarlo anche il fatto che di lui si sono perse le tracce da circa 2 mesi. Come sempre, però, non è la meritocrazia a guidare le scelte politiche, bensì gli accordi politici. E a Castellammare, è ormai noto, la politica non esiste più. A muoverne i fili sono altri. Di Martino è uno dei fedelissimi di Gennaro Migliore. Un accordo pre-elettorale con Mario Casillo gli aveva permesso di essere nominato vicesindaco, dopo essere stato a lungo in corsa addirittura per la candidatura a sindaco del centrosinistra. Poi le cose sono cambiate. Sembra che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sia ai ferri corti con Casillo che, a Castellammare, fa il bello ed il cattivo tempo. Ed ecco, quindi, che Di Martino potrebbe essere la prima “vittima” di questa faida interna al PD regionale.

Chi, invece, sembra aver conquistato favori nelle stanze di Palazzo Farnese, anche per i buoni risultati che sta ottenendo nell’ambito dei servizi legati all’ambiente, è l’assessore Francesco Balestrieri. Nei mesi scorsi si era parlato di lui come uno di quelli prossimi ed essere silurato. Ed invece Balestrieri non lascia. Anzi, raddoppia. A lui, infatti, dovrebbe essere affidata la delega alla Polizia Municipale oltre, appunto, a quella all’ambiente che già detiene.

Difficile dire, in questo momento, chi potrà invece occupare la poltrona di vicesindaco – oltre che gestire la delicata delega al bilancio – detenuta dallo stesso Di Martino. Più facile, invece, individuare chi altro sarà silurato. Tra i più gettonati a lasciare Palazzo Farnese sembra poter essere Carla Di Maio (in quota a Stabia Libera), titolare al momento della delega alle attività produttive, finita nel mirino di Area Civica. Con lei a rischio anche Annalisa Armeno (assessore all’istruzione), il cui “sponsor” è il consigliere Giovanni Nastelli.

Più solide appaiono le posizioni degli assessori Giulia D’Auria (lavori pubblici, PD) e Giuseppe Iozzino (innovazione tecnologica, Area Civica) anche se nei mesi scorsi proprio quest’ultimo è stato al centro di voci che lo vedevano già lontano da Palazzo Farnese a causa di un dissidio con Eutalia Esposito, colei che ne ha indicato il nome a Pannullo all’atto della formazione della giunta lo scorso anno.

Sarà interessante ora vedere a chi sarà assegnata proprio la poltrona di vicesindaco. La scelta, al di là del nome, indicherà chiaramente il peso delle forze in campo, non tanto a Castellammare ma ai livelli più alti all’interno del Partito Democratico.

Diversa, invece, è la faccenda amministrativa della città. Se la politica è chiamata a fare scelte e dettare le linea guida di governo, la macchina dirigenziale è deputata ad attuare ed eseguire tali direttive. Ma, in questo momento, la prima linea dirigenziale di Palazzo Farnese è praticamente azzerata, per vari motivi. Sarà proprio la nomina dei dirigenti ad assumere un’importanza fondamentale per il buon funzionamento della macchina comunale. Almeno in questo la politica saprà operare scelte oculate ?

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