Il gruppo Sinistra democratica analizza il difficile momento politico che coninvolge il Partito Democratico e la stessa amministrazione Cuomo.
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Il gruppo Sinistra democratica "è seriamente preoccupato per le sorti della Città, del PD e dell’Amministrazione. Tutti e tre non godono di buona salute e qualcuno dovrà pur dirci come sia potuto accadere di trasformare una grande vittoria e la speranza di una rinascita in una vecchia storia di dissipazione di rapporti, di energie, di tempo prezioso per la Città". Lo si legge in una nota di SD, alla vigilia dell'inizio di una settimana molto delicata per le sorti dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Cuomo.
"Anche quel poco o tanto di buono che è stato fatto – e noi non lo neghiamo – non spicca rispetto a quel tanto che oggi resta da fare - ammettono - Intanto, sono trascorsi 24 mesi senza avere visto reali e tangibili cambiamenti e miglioramenti se non nelle dichiarazioni verbali della maggioranza sempre diversa al Comune. Anche noi, nel nostro piccolo, sentiamo sulle nostre spalle la responsabilità di questa situazione. Nell’arco di questi due anni abbiamo fatto il possibile per non venire mai meno a quella necessaria coerenza che la politica impone per restare dentro un ambito di regolare prevedibilità da parte di tutti, a beneficio della fiducia e del possibile benessere del territorio da amministrare. Per questo, subito dopo le elezioni regionali, avevamo proposto alla minoranza interna e alle altre componenti fuoriuscite dalla maggioranza di non correre a chiedere lo svolgimento del congresso straordinario, bensì di sottoscrivere la richiesta di un’assemblea pubblica degli iscritti con un solo punto all’ordine del giorno: Esame e riflessi della situazione politica. Per questo, alla fine, non abbiamo firmato il documento dei ‘dissidenti’ e per questo siamo stati contrari allo svolgimento del congresso a fine luglio. Il nostro obiettivo era quello di tenere fuori, alla luce della situazione politica venutasi a creare, la responsabilità del Partito da quella dell’Amministrazione. A nostro avviso, il perseguimento di tale obiettivo resta necessario e salutare, tanto più oggi quando è sotto gli occhi di tutti la riduzione lenta ma incessante della vasta maggioranza di centro sinistra in una risicata sommatoria numerica dei consiglieri di chi ci sta. Purtroppo, il commissariamento del Circolo, da cui non si poteva prescindere, non è stato funzionale a questo obiettivo, finendo per avallare l’immagine di un PD bifronte: un ‘monstrum’ politico. Come è noto, all’origine di tutto ciò vi è la brusca e dirompente fine dell’alleanza Cuomo-Iovino-Corrado, che di fatto ha gestito la vittoria isolando se stessa dal partito e da una parte del gruppo consiliare. Così facendo, spostando cioè il baricentro politico dagli organi di Partito alle decisioni personali, ora dell’uno ora dell’altro consigliere, questa alleanza ha finito col privare il partito della sua ragione d’essere come centro di discussione, messa a punto e realizzazione di una linea politica forte e riconoscibile nell’interesse esclusivo della Città. E’ come se il centrosinistra e il suo Partito di riferimento avessero subito una mutazione genetica e fossero diventati degli OGM in fuga vertiginosa da ogni identità che possa far ricordare le nostre origini. E’ politicamente sostenibile per il PD un simile andazzo per ancora tre anni, con un congresso alle porte e di fronte ad una Città disorientata e sfiduciata nonostante la “salvifica” dichiarazione di dissesto? Abbiamo la forza, la volontà e la maturità politica per rimettere in sesto il Partito, l’Amministrazione e una Coalizione politica più degna di questo nome? Ora tutto tace ed è cominciato il tempo dell’attesa. La manifestazione di domenica segna di fatto l’inizio di una settimana cruciale per le sorti di Nicola Cuomo, su cui pende la mozione di sfiducia, e del PD, su cui pende il rischio di una frantumazione. Quello che deciderà di fare il primo (azzerare tutto e ripartire dal centrosinistra, rilanciare ed aprire ad altri pezzi dei moderati, o altro ancora) sta solo nella responsabilità o irresponsabilità, a seconda dei diversi punti di vista, sua e del commissario del Circolo. Il secondo, il PD, non può fare altro che aspettare, dopo che sono venuti meno i nostri appelli agli amici e compagni di Partito, prima, e al commissario, poi, per riportare il confronto nella sua sede naturale. In qualunque modo andrà a finire, a noi di Sinistra democratica sembra certa allo stato attuale una sola cosa: il PD dovrà darsi molto da fare in “buone politiche” per riuscire a scalare nuovamente la credibilità, la fiducia e il consenso dei cittadini stabiesi".