Fincantieri propone alle città di Ancona, Castellammare di Stabia, Marghera, Monfalcone, Muggiano, Palermo, Riva Trigoso, Sestri Ponente e Trieste di pensare a «stringersi in un gemellaggio in cui il fattore di unione e condivisione sia proprio la presenza nel loro tessuto economico sociale dei nostri cantieri. Tanti sono gli ambiti di possibile confronto e collaborazione». Lo ha detto l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, riferendosi alle otto città italiane dove ci sono cantieri del gruppo triestino, nel suo discorso alla cerimonia di presentazione della nave Carnival Horison, destinata a Carnival Cruise Line. Oltre a Bono, alla cerimonia era presenta anche il presidente Giampiero Massolo.
La nave - con una stazza lorda di 133.500 tonnellate, è lunga 323 metri e potrà ospitare a bordo oltre 6400 persone, tra passeggeri ed equipaggio - salpa oggi da Monfalcone diretta a Barcellona dove il 2 aprile prossimo comincerà la crociera inaugurale.
La collaborazione di cui parla Bono, probabilmente, si riferisce ad una condivisione delle risorse, oltre che di lavoro. A Catellammare, invece, quello che da tempo le tute bli chiedono è una migliore distribuzione dei carichi di lavoro tra i diversi cantieri del gruppo. La sensazione da queste parti è che si voglia relegare lo stabilimento stabiese a mansioni ed attività minoritarie, lasciando ai grandi cantiere l'onere, e l'onore, di realizzare grandi navi. Vero è che il cantiere stabiese, per competere con gli altri, ha bisogno di un'opera di modernizzazione e ristrutturazione, ma la volontà degli enti preposti sembra non convegere verso questa direzione.
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