Si è svolta mercoledì presso lo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia l’assemblea dei lavoratori, riuniti dalle organizzazioni sindacali per illustrare i dettagli dell’accordo integrativo condiviso con l’azienda.
Un’assemblea durante la quale diversi lavoratori hanno manifestato le proprie perplessità nei confronti dell’accordo appena raggiunto, ma anche – e soprattutto – per come i sindacati nazionali hanno gestito le “questione” Castellammare.
Relativamente all’accordo integrativo, è stato evidenziato come – nel corso dell’ultimo anno e mezzo – sono stati persi circa 200 euro al mese da ciascun lavoratore. Una riduzione che andrebbe compensata con premi che l’azienda decreterà al raggiungimento di determinati obiettivi di produttività. E la perplessità delle tute blu stabiesi è stata proprio nelle difficoltà, stante l’attuale situazione del cantiere, a raggiungere tali obiettivi. Le commesse che arrivano a Castellammare sono ancora molto ridotte rispetto alla forza lavoro disponibile. Molti operai sono in cassa integrazione. Limitazioni che rende difficoltoso il raggiungimento dei premi di produttività stabiliti.
Ma non è tutto. Ai sindacati nazionali è stato contestato il modo con cui si è proceduto alla suddivisione dei carichi di lavoro tra i cantieri nazionali. Una “spartizione” di commesse che ha lasciato le briciole a quello di Castellammare. Secondo i lavoratori, infatti, alcune importanti commesse assegnate al cantiere di Ancona potevano, per tipologia e caratteristiche, essere tranquillamente assegnate a quello stabiese.
Insomma, se non è stata una vera e propria contestazione, poco ci è mancato. E l’aria all’interno del cantiere di via Duilio resta tesa.