Un varo che segna la rilevanza strategica del cantiere stabiese. Ma anche un futuro ancora tutto da scrivere. L’ammodernamento strutturale dello stabilimento di Castellammare di Stabia è rimasto su carta. E le commesse di tronconi di navi rappresentano ancora oggi l’ancora di salvezza di un cantiere che vanta record di produttività, ma che continua a restare indietro, per ragioni tecniche e logistiche, rispetto ad altre realtà del territorio. L’assenza del bacino di costruzione, d’altra parte, costituisce un limite per le prospettive di crescita del cantiere navale. Ed anche l’ipotesi di una rotazione sull’altro versante non sembra trovare proseliti, tenendo conto tra l’altro che la proprietà negli anni scorsi ha definito la mission relativa alla costruzione di “navi da crociera di medie dimensioni, navi militari per la logistica e traghetti di grandi dimensioni”. Nell’ambito del piano di ammodernamento, inoltre, si è parlato di un piano di investimento da 40 milioni di euro, per l’ammodernamento strutturale del cantiere e le opere finalizzate alla sicurezza, a cui si aggiungerebbero altri 35 milioni che l’Autorità Portuale potrà investire sulla realizzazione della piattaforma semisommergibile. Un primo passo per intravedere uno spiraglio di luce in fondo al tunnel in uno stabilimento che naviga a vista, dal momento che le commesse, anno dopo anno, garantiscono una boccata di ossigeno a breve e medio termine. Ma per il futuro è attesa una svolta, per consentire al cantiere di mostrare in maniera ancor più netta il suo enorme potenziale e tornare ad essere strategico nel panorama nazionale ed internazionale.
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