La Fim-Cisl fa il punto della situazione sulla complessa vertenza in atto al cantiere stabiese e sulle sue ricadute.
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La Fim-Cisl fa il punto della situazione sulla complessa vertenza in atto al cantiere stabiese e sulle sue ricadute.
Un confronto interno svoltosi questa mattina proprio all’interno dello stabilimento di via Duilio in cui sono emerse “”forti preoccupazioni” sul “perdurare degli atteggiamenti ostili da qualsiasi parte essi vengano, tesi a tener bloccato il rinnovo del contratto di secondo livello in atto in Fincantieri, determinando un allontanamento nell’affrontare il tema dei carichi di lavoro che vede il 2016 un anno dove il cantiere di Stabia dovrà prepararsi ad accogliere la missione produttiva delle navi militari che allo stato non è ancora stata deliberata”. Per queste ragioni si è deciso di chiedere alle federazioni nazionali Fim, Fiom e Uilm , di farsene carico mettendo da parte le pregiudiziali e trovare il modo di riaprire il confronto per la piattaforma di II livello”.
Nell’occasione, si è anche avuto modo di apprezzare “l’intervento del Governatore che fu sollecitato nella richiesta di incontro inviata alla Presidenza Regionale da Cgil Cisl Uil Ugl e Failms, insieme alle Categorie, per rimuovere gli ostacoli che frenano la piena funzionalità del cantiere e consentire a Fincantieri di assegnare a Stabia commesse adeguate a saturare l’impianto, garantendo così sviluppo ed occupazione”.
L’obiettivo, dunque, è quello di “riattivare in tempi rapidi un confronto con Fincantieri che porti ad una intesa sull’integrativo che permetta la prospettata distribuzione dei carichi di lavoro , e un premio di risultato pari a 3708,98 euro (premio efficienza e premio di programma ) con parametri che misurino il recupero di efficienza e qualità di area e/o reparto ed raggiungimento dei risultati economici dell’azienda (R.O.S.)”.
Allo stesso tempo, però, la Fim-Cisl “si appella al buon senso e alla responsabilità della funzione del sindacato nazionale quella di evitare pregiudiziali reciproche che legittimino l’azienda a vivere nello stato di instabilità spingendola a fare atti unilaterali. Abbiamo già dato come Fim e Cisl prova e come Sindacato complessivamente, con l’accordo di gennaio 2013, di essere in grado di contribuire con i lavoratori a rendere il cantiere efficiente e a liberarsi di tutto ciò che frena lo sviluppo consentendo a Stabia di competere nel mercato globale”.