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Castellammare - Fincantieri, «Il nostro cantiere non può essere declassato ad officina»

Campania Libera: «La soluzione? Riprogettare il nostro cantiere per consentirgli un futuro sicuro».

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I rappresentanti stabiesi di Campania Libera esprimono la loro piena solidarietà ai lavoratori diretti e dell’indotto del glorioso stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia.

«La crisi occupazionale e sociale che la nostra città sta affrontando – dicono - ,sia pur con il verificarsi di timidi segnali di ripresa dovuti ad un maggiore utilizzo delle nostre risorse naturali turistiche,impone una seria riflessione sulle enormi potenzialità che il comparto navalmeccanico comprensoriale è in grado di offrire alla nostra comunità,nel solco della nostra pluricentenaria tradizione cantieristica. Ridurre il nostro cantiere a mera officina di riparazioni o di costruzione di tronconi di navi equivale a decretarne morte certa nel giro di qualche anno, riducendo sul lastrico centinaia di famiglie fra operai e commercianti che sopravvivono grazie a quei redditi che vanno a far parte del circuito economico cittadino. La risposta a questa crisi è di una assurda semplicità:riprogettare il nostro cantiere per consentirgli un futuro sicuro ed anche per fare in modo che non vada in contrasto con uno sviluppo diportistico e turistico della vecchia zona portuale stabiese, nell’ottica di uno sviluppo economico del quartiere Centro Antico che si colloca alle sue spalle. Non è un sogno irrealizzabile ma una realtà possibile comè già accaduto in altri territori campani. In quest’ottica e con questo obiettivo occorre un impegno serio di tutte le parti in campo, da quella pubblica a quella privata, per dotare questo ambizioso progetto di risorse concrete e non soffermarsi ad interventi tampone o peggio ancora ad atteggiamenti di circostanza conditi da chiacchiere improduttive.

Purtroppo al momento per sciagurata volontà politica di volti noti, nessun concittadino amministra questa città, nessuno stabiese fra quelli che normalmente siedono in consiglio comunale e che hanno sicuramente un amico, un conoscente, un proprio parente operaio della Fincantieri o del suo indotto a sollecitarlo, può far sentire la propria voce quale rappresentante diretto del popolo nelle sedi opportune. Nessun sindaco con le nostre insegne può varcare i portoni dei Palazzi del potere per far pesare al tavolo delle trattative la nostra volontà popolare. Ma in quanto esponenti di un movimento strutturato in tutta la Regione Campania e che ha propri riferimenti in tutte le sedi istituzionali sovraordinate, noi di Campania Libera faremo sentire con forza ufficialmente la nostra voce nelle sedi opportune regionali portando da un lato la nostra piena vicinanza e condivisione della rivendicazione alle maestranze tutte della cantieristica cittadina e dall’altro la accorata richiesta di intervenire con maggiore determinazione nei confronti dell’azienda Fincantieri, in uno con una piena assunzione di responsabilità programmatico/finanziaria della Regione Campania».




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lunedì 12 febbraio 2018 - 16:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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