Nel giorno in cui la Fincantieri annuncia l'importante accordo con la Carnival Corporation, a Castellammare i lavoratori chiedono garanzie per il futuro del cantiere stabiese. Da tempo in lento declino, grazie anche ad un'opera di repulisti tra le tute blu attuata dall'azienda, lo stabilimento di Castellammare basa oggi il suo lavoro su commesse della Marina Militare o sulla realizzazione di piccoli tronconi di navi che vengono assemblate altrove. Attività che impiegano un terzo della forza lavoro che solitamente operava nel cantiere stabiese.
E così i sindacati hanno scritto ai vertici aziendali chiedendo innanzitutto il rispetto degli accordi intrapresi lo scorso 14 gennaio dove, oltre alla cassa integrazione, si registrò l'impegno dell'azienda a dirottare su Castellammare la realizzazione di navi di medie dimensioni. Impegni che, secondo i sindacati, oggi sono stati disattesi.
L'accordo del 14 gennaio scorso al MISE, ricordano i sindacati, «prevedeva l’assicurazione di carichi di lavoro al sito stabiese in grado di assicurare l’impiego di tutte le maestranze del sito , a partire dalla nave Oceanografica. I lavoratori hanno garantito con il massimo impegno i livelli di produttività , per altro , riconosciuti dalla stessa azienda e Cgil, Cisl e Uil , insieme alle categorie Fiom, Fim e Uilm richiamano l’azienda , il Governo e la Regione al rispetto degli impegni assunti al MISE. Ad oggi tali affidamenti non sono stati rispettati da parte delle istituzioni e l’Azienda non ha gestito lo sviluppo della Cassa Integrazione per tre mesi secondo i contenuti dell’accordo. In esito a tale situazione , Fincantieri ha convocato le OO.SS di categoria per la proroga della Cassa Integrazione. Tutto ciò in presenza delle recenti dichiarazioni dell’AD dell’Azienda che, richiamando la saturazione produttiva dei siti italiani compreso Castellammare, ha comunicato che le quattro navi da crociera di piccole dimensioni saranno costruite nei cantieri della società norvegese VARD di cui Fincantieri detiene il 55 % della proprietà. Cgil, Cisl, Uil, e Fiom, Fim, Uilm, Failms, rivendicano l’immediata riapertura del tavolo governativo al fine di determinare il ritiro della proroga della Cassa Integrazione e l’assunzione di concrete iniziative volte a garantire al sito stabiese l’impiego di tutti i lavoratori attraverso nuove commesse. Le istituzioni hanno il dovere morale di intervenire per garantire ogni utile iniziativa di accompagnamento , anche finanziario, per assicurare all’area stabiese il futuro dell’ormai ultimo polmone occupazionale. L’Azienda assuma la sua responsabilità assegnando a Castellammare un carico di lavoro , tra le commesse già in essere che come già più volte dichiarato dalla stessa Azienda , prevedeva la saturazione dei siti fino al 2023. Tale atto sarebbe il più opportuno riconoscimento ai sacrifici dei lavoratori stabiesi che abnegazione hanno da sempre dimostrato di raggiungere altissimi livelli di professionalità e produttività. Il sindacato confederale, nel rivendicare scelte aziendali a favore dei siti del Mezzogiorno , impegna il Governo e la Regione ad evitare una ulteriore penalizzazione del sito stabiese anche a tutela dell’equilibrio del territorio che come noto ha visto consumarsi, negli ultimi anni , un vero e proprio disastro sociale».