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Castellammare - Fincantieri, giovedì il Consiglio monotematico. I sindacati: «Resti la vocazione navale del cantiere»


Dopo la rinuone con i capigruppo di venerdì scorso, i rappresentanti delle tute blu indicano la via: «Chiediamo l'autonomia dello stabilimento, se non ora quando?».

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Dopo la discussione su Am Tecnology, l'Assise stabiese si riunirà giovedì mattina per discutere un altro ambito lavorativo fondamentale per la città di Castellammare. Al terzo piano di palazzo Farnese le forze politiche proveranno a dar manforte ai lavoratori di Fincantieri. L'esecutivo targato Gaetano Cimmino, che già in passato aveva manifestato la vicinanza alle tute blu, ha proverà a sancire il cosiddetto 'patto per Fincantieri'.

Annunciata anche la presenza dei sindacalisti, ricevuti dieci giorni fa in conferenza dei capigruppo. I rappresentanti di categoria si sono detti soddisfatti dell'impegno di Cimmino per dare manforte alla propria causa, in attesa del tanto agognato piano industriale dell'azienda triestina che definirà precisamente il ruolo dello stabilimento stabiese in ambito nazionale. «Fincantieri si è allargata a livello continentale - ci hanno spiegato esponenti di Fim e Fiom -, ma l'anima del nostro cantiere deve restare quella navale».

«E' tutto un fatto di volontà - precisano le sigle sindacali -. Va anche bene occuparsi dei tronconi del ponte Morandi, diamo il nostro contributo più che volentieri, ma puntiamo a diventare autonomi. C'è un portafoglio di 120 navi, tra cui anche l'anfibio militare in opera a Castellammare: vorremmo essere uno stabilimento autonomo, magari specializzato nei mini cruise, senza diventare la maxi officina dello stabilimento di turno».




Assieme a quelli politici, i sindacalisti allegheranno anche un proprio documento al faldone da presentare a Fincantieri. «Probabilmente entro fine mese, dopo la conferma di Bono come ad, ci sarà un piccolo rimpasto nel Cda, dopodiché verrà presentato il piano industriale che farà chiarezza sul nostro ruolo. L'invito che facciamo alla dirigenza è quello di coinvolgerci di più nella redazione dell'atto e non solo a cose fatte».

«Gli investimenti? Si potrebbe sostituire lo scalo con la piattaforma galleggiante, introdurre nuove gru e mezzi di sollevamento, allargare il cantiere magari con la maricorderia. Al di là del supporto della politica - concludono i rappresentanti delle tute blu -, vogliamo capire l'azienda dove vuole andare a parare con noi. Al momento, purtroppo, quanto assemblato qui non risulta nemmeno da registro fatto a Castellammare. Adesso è il momento di diventare indipendenti. Se non ora, quando?».


lunedì 18 marzo 2019 - 16:20 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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