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Castellammare - Fincantieri, è scontro sindacati-azienda. Mercoledì sciopero e corteo sulla ss 145

Luigi Scarica (Failms): "A Castellammare serve il lavoro, non populismo".

tempo di lettura: 3 min
di Federica Rispoli
28/04/2015 00:00:18
Castellammare - Fincantieri, è scontro sindacati-azienda. Mercoledì sciopero e corteo sulla ss 145

È scontro sul rinnovo del contratto dei lavoratori tra azienda e sindacati: proclamato uno sciopero per mercoledì 29 aprile. A comunicarlo sono state le sigle Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Failms in una nota congiunta della rsu dello stabilimento Fincantieri di Castellammare. "Le rsu Fim, Fiom e Failms - si legge nel comunicato - di fronte alla mancata proroga dell'accordo 2009 e a sostegno di questa difficile fase della vertenza proclamano lo sciopero". Nel dettaglio mercoledì 29 aprile si terranno tre ore di sciopero con una manifestazione sulla strada statale sorrentina 145 (all'altezza dei lidi balneari in località "Pozzano" dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 19 alle 22 con tre ore di uscita anticipata. Giovedì 30 aprile, invece, verranno effettuate due ore di sciopero con presidio nei pressi della portineria in via Caio Duilio dalle ore 9 alle 11 e dalle ore 15 alle 17. "La rsu proclama il blocco di qualsiasi forma di straordinario - hanno fatto sapere i sindacati - e le ditte appaltatrici seguiranno le stesse modalità". Torneranno a protestare in strada, quindi, le tute blu della Fincantieri di Castellammare a causa della comunicazione da parte della direzione dell'azienda di voler cessare, a far data dallo scorso 1 aprile, gli effetti retributivi e normativi del contratto integrativo sottoscritto nel 2009 e vigente in regime di proroga da 27 mesi fino al 31 marzo. Fincantieri, insomma, secondo le sigle sindacali avrebbe bocciato le richieste dei rappresentanti dei lavoratori in merito a turni, retribuzioni ed appalti. Un fulmine a ciel sereno nel bel mezzo della trattativa che ha causato uno scontro frontale. L'azienda ha quindi fatto sapere che "le organizzazioni sindacali hanno presentato le proprie piattaforme oltre i termini previsti dal contratto collettivo nazionale per i lavoratori metalmeccanici. Ciò dimostra l'assenza di un reale interesse al rinnovo di un'intesa prorogata ormai da 27 mesi e, soprattutto, l'atteggiamento preconcetto e di chiusura, con qualche distinguo tra le diverse organizzazioni, manifestato nel corso dei 12 incontri avuti dal dicembre scorso ad oggi. Fincantieri si è resa disponibile ad affrontare un percorso negoziale finalizzato al raggiungimento di una intesa comune, nonostante negli ultimi tempi siano invalsi comportamenti improntati più ad architettare campagne mediatiche strumentali e senza costrutto che a tenere in debito conto le evoluzioni di un grande gruppo industriale". Lo sciopero di Castellammare arriva dopo le manifestazioni delle scorse settimane portate avanti dagli operai a Palermo, Sestri Ponente e Marghera, e soprattutto dopo il varo, la scorsa settimana, del troncone della nave che sarà completata a Genova. A spiegare le ragioni dei lavoratori è stato Luigi Scarica, coordinatore nazionale Failms per metalmeccanici. "Le campagne elettorali fanno resuscitare stimoli e convinzioni - ha detto Scarica - ma da cinque anni le rappresentanze sindacali, da sole e senza alcun sostegno, hanno gestito un vertenza nazionale contro la chiusura di Sestri e Stabia. Nel 2011 nel piano industriale c'erano missioni produttive per ogni cantiere del gruppo. Oggi nel 2015 ci sembra assurdo chiedere ancora un bacino di costruzione (per il quale Fincantieri ha pagato 300mila euro per lo studio di fattibilità eseguito dal Rina) la cui realizzazione dovrebbe essere già stata avviata. E ad insistere per la realizzazione avrebbe dovuto essere la politica locale e nazionale: quest'ultima, invece, ha incalzato solamente per la definizione di un'area demaniale e per la costruzione di navi militari. Ci siamo dedicati con professionalità e impegno ai pattugliatori della marina militari, ma siamo stanchi: con l'area della maricorderia già area militare, in cinque anni il bacino sarebbe pronto e con esso torneremmo a competere per la costruzione di navi da crociera. Mentre il bacino è solo uno specchietto per le allodole. A Castellammare serve il lavoro, non populismo".

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