Da questa mattina all’alba stanno manifestando contro il mancato rispetto degli accordi sanciti negli anni scorsi che prevedevano una equa suddivisione dei carichi di lavoro tra i diversi stabilimenti Fincantieri su tutto il territorio nazionale.
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Operai Fincantieri in sit-in all’ingresso dello stabilimento di via Duilio. Da questa mattina all’alba stanno manifestando contro il mancato rispetto degli accordi sanciti negli anni scorsi che prevedevano una equa suddivisione dei carichi di lavoro tra i diversi stabilimenti Fincantieri su tutto il territorio nazionale. Ed ancora contro lo stallo degli investimenti per l’ammodernamento del cantiere stabiese, su tutti la realizzazione del bacino di costruzione.
Il coordinamento della Fiom che si era riunito la settimana scorsa aveva indetto un pacchetto di 16 ore di sciopero da effettuare in tutti gli stabilimenti del gruppo entro il mese di ottobre 2015 a sostegno della garanzia occupazionale in tutti i cantieri italiani, contro la disdetta degli accordi che penalizzano pesantemente i lavoratori sul salario e a sostegno della piattaforma per il rinnovo dell'integrativo aziendale, a partire dalla diminuzione e dalla regolazione del lavoro in appalto. Almeno 4 delle 16 ore di sciopero saranno effettuate contemporaneamente in tutti i cantieri e sedi di Fincantieri il 2 ottobre. Inoltre il Coordinamento Fincantieri ha dato mandato alla Fiom nazionale di preparare una manifestazione nazionale di tutto il gruppo Fincantieri.
Nel frattempo al cantiere di Castellammare, dove è in corso da parte di Fincantieri un’operazione “pulizia” proprio nei confronti delle tute blu, hanno iniziato oggi a manifestare il loro malessere per una situazione che non promette nulla di buono.
8 ore di sciopero con presidio in portineria per ogni turno di lavoro. Questo ha deciso la RSU Fim, Fiom, Failms "a sostegno della garanzia per il carico di lavoro che a giorni verrà a mancare a monte del ciclo produttivo, di fronte alla mancata proroga dell’accordo del 2009 che penalizza pesantemente i lavoratori sul salario, a sostegno di questa difficile fase della vertenza per il rinnovo del contratto integrativo, per la tutela dei lavoratori dell’indotto e per il ripristino delle giuste relazioni sindacali".