«Noi non siamo un tronconificio. La Regione Campania e Fincantieri hanno fatto questo accordo senza neanche prendere in considerazione i sindacati. Siamo stanchi di ricevere le rimanenze degli altri cantieri italiani». Così Antonio Santorelli, segretario provinciale della Fiolm, aveva commentato l’annuncio della regione Campania siglato martedì scorso con Fincantieri.
«Sembra che la Regione e Fincantieri abbiano uno scopo specifico - accusò Santorelli -: se chiude il cantiere, muore Castellammare».
Parole forti che trovano oggi la replica di Fincantieri. «Invitiamo il sig. Santorelli a rileggere con la dovuta attenzione l’accordo integrativo del 2016, sottoscritto da tutte le Organizzazioni Sindacali, Fiom compresa. Rileggendolo potrà vedere come il cantiere di Castellammare di Stabia sia definito come “sito polifunzionale” dedicato alla costruzione di prodotti fortemente innovativi, con particolare riferimento ai traghetti nonché al supporto nella costruzione di unità navali. A questo punto, di cosa stiamo parlando?». L’azienda, quindi, difende e porta avanti la linea tracciata due anni fa. Il 23 aprile prossimo, poi, in occasione dell’incontro a Roma, probabilmente si saprà di più circa i carichi di lavori e si avrà anche modo di chiarire cosa intendeva l’ad Giuseppe Bono quando, durante la cerimonia di presentazione della nave Carnival Horison il 28 marzo scorso, parlò di «un gemellaggio» tra i cantieri di Ancona, Castellammare di Stabia, Marghera, Monfalcone, Muggiano, Palermo, Riva Trigoso, Sestri Ponente e Trieste «in cui il fattore di unione e condivisione sia proprio la presenza nel loro tessuto economico sociale dei nostri cantieri. Tanti sono gli ambiti di possibile confronto e collaborazione».
«Fincantieri – continua l’attacco dell’azienda al sindacalista - sta alimentando il cantiere con queste produzioni. Se poi il sig. Santorelli, nella sua nuova veste di “commerciale aggiunto” di Fincantieri, è in grado di portare nel cantiere commesse diverse lo faccia: ne saremmo ben contenti. Nel frattempo noi continueremo ad alimentare il cantiere di Castellammare con le produzioni previste dall’accordo del 2016, assicurando carichi di lavoro adeguati ad evitare cali di produzione e salvaguardando l’occupazione, con buona pace della Fiom e della Cgil il cui continuo chiacchiericcio risulta assolutamente inconcludente. E continueremo a farlo nell’esclusivo interesse delle nostre maestranze che non meritano di essere rappresentate da chi, siamo certi, non è mai entrato in cantiere e continua a pensare che i problemi si possano risolvere solo con arroganza, non ricevendo, crediamo, più il sostegno di nessuno».
Un attacco duro, frontale, al sindacato. Parole che di certo non aiutano a rasserenare gli animi tra le parti. L’auspicio è che lo storico cantiere stabiese possa proseguire la sua tradizione nel migliore dei modi e che le sue maestranze tramandino la loro arte ancora per molti anni a venire.
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