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Castellammare - Fincantieri a rischio stop. Manca l'autorizzazione ambientale

E' l'allarme lanciato dalla Cisl. Gli oltre 600 dipendenti potrebbero andare incontro alla cassa integrazione.

tempo di lettura: 2 min
di Claudia Scotognella
13/02/2015 22:52:02
Castellammare - Fincantieri a rischio stop. Manca l'autorizzazione ambientale

Lo stabilimento Fincantieri di via Duilio rischia lo stop dei lavori e gli oltre 600 dipendenti potrebbero andare incontro alla cassa integrazione. E' l'allarme lanciato dalla Cisl, secondo l'organizzazione sindacale il mancato rilascio da parte dell'ex Provincia dell'autorizzazione ambientale potrebbe provocare lo stop del cantiere stabiese dove attualmente le tute blu stanno lavorando alla realizzazione del traghetto a metano per un armatore canadese. Secondo Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim Cisl Campania il rischio è "la cassa integrazione o lo spostamento di alcune lavorazioni su altri cantieri" a causa della burocrazia. Una denuncia forte da parte del sindacalista che spiega che il "mancato rilascio da parte della ex Provincia di Napoli, oggi inglobata nell'Area Metropolitana, dell'autorizzazione unica ambientale necessaria all'avvio del nuovo impianto di ultima generazione, frutto di un ingente investimento sul cantiere di Stabia". Una eventualità che sarebbe una vera e propria iattura per la città di Castellammare già alle prese con una grave crisi economica con la chiusura della maggior parte delle attività industriali cittadine, in primis Terme di Stabia. Sarebbe un'altra tegola per il cantiere di via Duilio che nelle scorse settimane ha fatto parlare le cronache a cuasa del licenziamento di tre operai: avrebbero richiesto il pizzo ad un imprenditore di una ditta dell'indotto per consentirgli la possibilità di lavorare nello stabilimento. "Una banale operazione burocratica, che in un Paese ‘normale' richiederebbe poche ore o al massimo pochi giorni per essere superata, a Castellammare ha una procedura aperta da otto mesi - ha aggiunto Terracciano - Riteniamo inaccettabile che situazioni di questo tipo, risolvibili con un minimo di buona volonta' e di buon senso, mettano a rischio uno stabilimento produttivo, dopo tutte le traversie che lo storico cantiere ha dovuto sopportare per anni e dopo essere riusciti a restituirgli dignità e capacità competitiva con un accordo costato sacrifici ai lavoratori in termini di ammortizzatori sociali e ridimensionamenti. Dalle Istituzioni - ha concluso il leader regionale Fim Cisl - ci aspettiamo senso di responsabilità, affidabilità e capacità di programmazione industriale".

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