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Castellammare - Fincantieri, 70 operai a lavoro oggi. Fim-Cisl: «Ora si verifichi l'operato di alcune aziende dell'indotto»

Il collettivo Fim-Cisl: «Situazione che si trascina da gennaio, con la partenza del Trieste».

tempo di lettura: 3 min
di sr
20/04/2020 15:42:31
Castellammare - Fincantieri, 70 operai a lavoro oggi. Fim-Cisl: «Ora si verifichi l'operato di alcune aziende dell'indotto»

«Il nostro non è affatto uno stabilimento particolare, ma è un’azienda che opera sicuramente su un territorio dove la politica socio-economica è stata latitante per un periodo particolarmente lungo». Il collettivo della Fim-Cisl della Fincantieri di Castellammare di Stabia interviene per precisare alcune questioni che riguardano il cantiere stabiese.

In particolare, si fa chiarezza sulla riapertura avvenuta questa mattina. Come avevamo anticipato ieri, infatti, i cancelli del cantiere di via Duilio ha riaperto i cancelli per far riprendere le attività a circa 70 operai. SI tratta, per la maggior parte, di operai Fincantieri dei reparti di sagomatura navale e panneline. Quindi alcuni dell’indotto, addetti alla mensa e ed alla pulizia. Un primo step verso il ritorno alla normalità, al pieno regime, previsto per il prossimo 4 maggio. Nel frattempo, «si inizia a far ripartire il motore», in modo che sia caldo per l’avvio a pieno regime.

Il collettivo Fim-Cisl ricorda come «in questo tragico periodo per l’intera Nazione, non mancano le storie commoventi narrate giornalmente “DAGL’ANGELI IN CORSIA” ma non di meno importanza esistono altre storie di persone che stanno combattendo per riuscire a mantenere e sfamare la propria famiglia, dovuto alla perdita del proprio posto di lavoro. Sono tutte quelle schiere di lavoratori che non hanno usufruito della cassa, e non si sono visti rinnovare contratti a termine o altro, da quegli imprenditori che guardano solamente agl’indici aziendali».

Una situazione che, secondo la FIM stabiese, «si trascina ormai da gennaio, perché è da ricercare in quell’evento (ovvero la partenza della nave TRIESTE) l’inizio del dramma occupazionale stabiese. Nonostante le nostre denunce sui quotidiani e nelle sedi opportune, nulla è servito a far cambiare idea all’azienda. Comunque siamo convinti che passata questa tragica emergenza “covid” si riapriranno i cancelli della costruzione navale per la maggior parte di queste straordinarie persone, che cercano con affanno di destreggiarsi tra NASPL –NASPI- E VARI DECRETI….. Ma sicuramente prendiamo le distanze da chi tra queste tragedie cerca il suo momento di gloria riportando notizie scopiazzate, molte da nostri comunicati, invece di rimboccarsi le maniche e cercare di difendere questi lavoratori da imprenditori scellerati, ma invece perde tempo ad apparire piu’ che essere… Infine appoggiamo lo straordinario lavoro effettuato in questo periodo dalle RSU di Fabbrica (anche se non tutti presenti) e l’impegno che hanno profuso nel ricercare le migliori condizioni per far ripartire le attività in piena  di sicurezza, e sicuramente un’iniziativa positiva quella intrapresa già da oggi, quella di far ripartire alcuni reparti in modo da rodare le nuove procedure di sicurezza».

Infine l’appello alle RSU «di verificare attraverso gli uffici competenti dell’azienda se qualche imprenditore, approfittando della crisi covid 19, ha snellito il proprio organico, non rispettando i decreti ministeriali e pertanto violando i termini di legge».

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