Ferrovia, porto, Terme. Sono questi i tre asset su cui ha deciso di muoversi l’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia in vista della scadenza imminente del bando per il Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis), lo strumento indicato dal Ministro per il Sud Mara Carfagna per intercettare i fondi del Pnrr. Un’opportunità unica nel suo genere, che Palazzo Farnese intende cogliere al volo per definire una visione di città che possa abbracciare tutti i comparti principali della mobilità e dello sviluppo economico e turistico del territorio. La prima scheda riguarda la riconversione della linea delle Ferrovie dello Stato in tram leggero, che dovrà mettere in collegamento l’area nord della città con il lungomare, con il rione San Marco e con Gragnano, nell’ottica del trasferimento ad Eav della gestione del servizio e del rinnovo dei mezzi elettrici che dovranno rimpiazzare i treni sulla tratta. Un piano rivoluzionario per la mobilità sul territorio, che consentirà di mettere in collegamento tutti i punti nevralgici della città con una linea tranviaria leggera. Per l’area portuale, invece, l’obiettivo consiste nel porre rimedio allo smacco subito con l’esclusione dai finanziamenti dell’Autorità Portuale, mediante la presentazione di una scheda che prevede un progetto di rifunzionalizzazione del porto, con la demolizione dei silos e il recupero degli spazi per la realizzazione di uno scalo di traghetti di collegamento con le isole e con le vie del mare da Napoli, con diverse corse quotidiane previste da Castellammare. Un piano mirato a proiettare a Castellammare il turismo delle isole e del capoluogo partenopeo, con l’ipotesi di implementare il progetto con le crociere in prospettiva futura, tenendo sempre conto delle esigenze di Fincantieri. L’ultima scheda riguarderà la rifunzionalizzazione delle Antiche Terme e di Caserma Cristallina, con un piano di ristrutturazione al fine di mettere in atto il progetto del Parco delle Acque, per favorire anche gli investimenti privati sull’area in accordo con la Regione Campania e con il Mise, e con l’opportunità di risparmiare i costi della riqualificazione strutturale. Tre progetti per complessivi 65 milioni di euro, che andrebbero radicalmente a cambiare il volto di Castellammare e proiettare la città verso una dimensione turistica di primo piano nello scenario territoriale ed anche nazionale.
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