Contratto Istituzionale di Sviluppo e beni confiscati a gennaio, le scuole a febbraio. Una pioggia di fondi si appresta a giungere a Castellammare di Stabia. Ma le scadenze del Pnrr incombono e le opportunità di intercettare i finanziamenti per la ricostruzione e la rigenerazione del tessuto urbano e sociale sono da cogliere al volo. Il primo step riguarda le questioni legate alla riconversione della tratta ferroviaria Torre Annunziata-Castellammare-Gragnano in linea tranviaria e alla riqualificazione dell’area portuale sul fronte mare. Due mega progetti destinati a cambiare il volto della città e persino la sua vocazione, improntata sull’idea di accogliere il turismo di Pompei e trattenerlo a Castellammare. Lo strumento urbanistico e amministrativo da adottare consisterà nel Contratto Istituzionale di Sviluppo, come già delineato nel corso di due precedenti incontri con il Ministro per il Sud Mara Carfagna e con il sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi. Un’opportunità che l’amministrazione comunale non vuole lasciarsi scappare, recuperando di fatto le schede della buffer zone del Grande Progetto Pompei per includerle in un quadro più ampio di rifunzionalizzazione del tessuto urbano con decine di milioni di euro che potrebbero prendere la strada di Castellammare di Stabia. Un discorso diverso meritano i beni confiscati, per il quali è in corso un avviso pubblico indetto su impulso del Ministro del Sud, con l’opportunità di intercettare fondi per riqualificare beni confiscati non ancora messi a regime o per potenziare beni sottratti alle mafie già affidati ad associazioni o realtà del territorio per finalità sociali e culturali. A fine febbraio, invece, la scadenza riguarderà le scuole, le palestre e gli asili nido, nell’ottica delle riqualificazione edilizia delle strutture, molte delle quali risultano fatiscenti soprattutto al Sud. Fondi a fiumi per gli enti locali, che dovranno essere utilizzati e rendicontati entro e non oltre il 31 dicembre 2026. I tempi stringono per presentare i progetti e sarà necessario anche partire in fretta per dare un nuovo volto alla città nel prossimo cruciale quinquennio.
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