E' andato deserto il bando di privatizzazione delle Terme di Stabia. Nessun imprenditore ha formulato una proposta per i due complessi termali stabiesi, ormai da anni totalmente abbandonati. Fallisce così anche la seconda strada intrapresa dall'amministrazione uscente guidata da Toni Pannullo: sia il project finaning che il bando di privatizzazione sono andati deserti. Un fallimento che anima anche il dibattito in campagna elettorale considerato che il tema Terme è al centro dei programmi di tutti i candidati sindaco. Andrea Di Martino, Gaetano Cimmino, Massimo De Angelis, Tonino Scala e Francesco Nappi hanno illustrato i prossimi passi da compiere in caso di elezione anche se la situazione è critica. La Sint ormai rischia la messa in liquidazione con i beni che potrebbero essere messi all'asta.
Andrea Di Martino: «E' stato un errore aver messo Terme vecchie e Terme nuove insieme, in unico bando. Lo avevo detto, da vicesindaco, che sarebbe stato un suicidio ma non ci hanno ascoltato. Bisogna intraprendere due percorsi diversi: per le Antiche Terme penso ad un bando per farne un centro legato al wellness e alla beauty farm sul modello delle strutture di Ischia e altre località turistiche. Per le Nuove Terme invece la mission deve essere la riabilitazione e la medicina sportiva. In entrambi i casi comunque i protagonisti del rilancio non possono che essere i privati. Investire sui due complessi termali contemporaneamente era uno sforzo impossibile. Le Terme di Stabia interessano agli imprenditori ma dovranno essere divise. La prima cosa che farò da sindaco sarà quella di mettere in liquidazione la Sint che ormai non ha futuro. Poi attraverso un progetto di rilancio delle Terme di stabia cercheremo nuovi privati per affidarle singolarmente in tempi brevi».
Gaetano Cimmino: «È accaduto quello che purtroppo temevamo sin dal giorno in cui fu approvato il piano industriale della Sint in consiglio comunale, un provvedimento a cui ci siamo opposti con fierezza lasciando l'aula al momento della votazione. Nei prossimi giorni chiederò un incontro al #commissario prefettizio per comprendere le sue intenzioni sul da farsi. Da sindaco, poi, mi batterò per convocare un tavolo di ampio respiro, che includa le parti sociali, i termali, il Comune, la Regione Campania e Federterme per iniziare ad imbastire la prospettiva di un termalismo moderno, che punti sul benessere e non sull'assistenzialismo»
Massimo De Angelis: «Terme di Stabia dovrà tornare ad essere il principale tratto distintivo ed identitario della nostra città. In questa prospettiva, il passaggio ad una gestione privata del complesso termale, anche alla luce delle più importanti realtà nazionali ed europee, oggi rappresenta la migliore alternativa possibile. L’instabilità politica degli ultimi anni, minando l’affidabilità degli assets istituzionali agli occhi degli investitori, non ha agevolato la buona riuscita dei percorsi nel frattempo avviati, generando così il disinteresse degli operatori. È quindi evidente la necessità di affidare la guida della città ad una squadra coesa e compatta, che sappia essere un autorevole interlocutore verso le migliori energie del mercato privato. Sarà necessario un intervento tempestivo, e anche coraggioso, nei primi giorni della nuova amministrazione, affinché vi sia una nuova ipotesi di sviluppo e tutela di un comparto strategico per la città di Castellammare di Stabia».
Francesco Nappi: «Le Terme di Stabia rappresentano un elemento strategico per il rilancio dell’intera economia stabiese, un rilancio che può partire solo dalla riscoperta della vocazione turistica di questa città. Le terme sono già comprese nel piano strategico Grande Pompei-Buffer Zone, essendo una struttura ad altissimo potenziale sia dal punto di vista dimensionale sia per il proprio posizionamento. Tuttavia, la rivalutazione delle terme non può non partire da un progetto integrato che coinvolga anche gli altri comparti presenti sul territorio, al fine di elaborare un'offerta integrata che possa interagire trasversalmente nel nostro comprensorio. Ad oggi il bando, così come proposto, non soddisfa nessuno degli elementi che possono restituire alle terme un ruolo da protagonista, fattore determinante nell’ottica di un riscatto turistico di Castellammare».
Tonino Scala: «Ormai siamo molto oltre l’indignazione, se pensiamo alle Terme di Stabia. L’ennesimo bando è andato deserto, i danni alla struttura sono stati valutati 10 milioni di euro, e anche il bando per la vendita dell’Hotel delle Terme non ha visto nessuna partecipazione. Uno sfacelo assurdo, dovuto all’incompetenza e al pressapochismo di chi ha redatto il bando e di chi ha scelto l’advisor, oltre alla mancata pubblicizzazione nazionale e internazionale. Un complesso come quello delle Terme avrebbe meritato ben diversa sorte, e soprattutto la privatizzazione della sua gestione andava diffusa e pubblicizzata molto meglio. E adesso? Quale sarà il destino di quella prestigiosa struttura e, soprattutto, dei suoi ormai ex lavoratori?».
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