"È necessario intervenire e farlo subito".
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Massimo Paolucci
"Dal 19 marzo i lavoratori delle Terme di Castellammare di Stabia saranno senza reddito. È necessario intervenire e farlo subito. Per questo, le chiediamo di convocare ad horas un tavolo di crisi con la presenza della Regione Campania, del Comune di Castellammare, della curatela fallimentare, delle parti sociali, delle rappresentanze dei lavoratori per studiare la situazione e mettere a punto possibili soluzioni ponte che, nel rispetto delle normative vigenti, consentano ai lavoratori delle Terme di Castellammare di mantenere fino a giugno una fondamentale continuità di reddito". A scriverlo in una lettera al Prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, è Massimo Paolucci, vice capodelegazione al Parlamento europeo.
"Il Tribunale di Torre Annunziata ha respinto la richiesta di concordato ed ha dichiarato il fallimento per la S.I.N.T. SpA, la società a totale partecipazione pubblica del Comune di Castellammare che gestisce il complesso termale sito in quel territorio. Si è conclusa, così, nel modo più traumatico, una crisi gestionale della suddetta società che ormai si trascinava almeno dal 2011", spiega.
"Dal 1 giugno 2015 - aggiunge Paolucci - entrerà a regime la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego, uno degli ammortizzatori sociali previsti dalla recente riforma del Lavoro, della durata di due anni che consentirà ai lavoratori delle Terme di Castellammare avere un reddito nel more che si ridefiniscano i nuovi assetti societari e il rilancio del complesso termale".
"Circa 100 lavoratori, tra cui 30 a tempo pieno, hanno perso il diritto ad un ammortizzatore sociale per loro molto importante, fino all'entrata in vigore del NASPI. Sarebbe un colpo durissimo se questi, a cui se ne aggiungono altri 100 stagionali, perdessero la continuità di reddito. Stiamo parlando di una categoria che viene fuori già da anni e anni di difficoltà, di blocco degli stipendi e di grandi sacrifici. In un territorio, come l'area Torrese-Stabiese - continua - dove per giunta la crisi ha avuto enormi ripercussioni a carattere economico, con una tensione sociale molto forte per via delle tante aziende entrate in crisi o già fallite. Il tavolo dovrà, inoltre, gettare le basi e avanzare proposte per la costruzione di serio piano di rilancio del complesso termale di Castellammare dentro un'ipotesi più complessiva di valorizzazione dell'intero settore regionale, in stato di crisi da diversi anni, ma con risorse e potenzialità per ripartire", conclude.