Si moltiplicano le reazioni dei sindacati dei lavoratori a seguito del fallimento della partecipata.
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Si moltiplicano le reazioni dei sindacati dei lavoratori a seguito del fallimento della partecipata, già in liquidazione, Terme di Stabia spa, decretato pochi giorni fa dopo il rigetto da parte del Tribunale Fallimentare di Torre Annunziata del piano di concordato proposto dall'amministrazione comunale del sindaco del Pd Nicola Cuomo. "Il giudice ha dichiarato - ha detto Salvatore Suarato della Fisascat-Cisl - che il Comune è responsabile del 100% della sua partecipata, e non solo l'1,9% e il resto di Sint. Si tratta di un fatto da noi sottolineato in tempi non sospetti e l'Ente deve prenderne atto". "Il sindaco e la sua amministrazione comunale - ha dichiarato Salvatore Esposito della UilTucs-Uil - hanno fatto un errore madornale e che ci sia stata incompetenza è palese. Le loro responsabilità sono fuori discussione". "Siamo meravigliati che il sindaco si è meravigliato della bocciatura da parte del Tribunale. - hanno fatto sapere dal sindacato Confsal-Fesica - In merito a quanto affermato dal sindaco in aula consiliare (‘cento di voi non rappresentano la città', ndr) vogliamo ricordargli che i lavoratori sono anche elettori e che rappresentano eccome la città insieme alle loro famiglie. Noi a questo punto invochiamo l'intervento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata per verificare le responsabilità sulla vicenda Terme". "Resto convinto che c'è stata la volontà - ha concluso Filippo Criscuolo della Filcams-Cgil - di far sì che l'azienda restasse senza lavoratori. C'è stata una regia occulta di poteri forti, altrimenti c'è stata solo tanta incapacità. Vengano fuori i responsabili".
"Il sindaco ha mantenuto la promessa - ha detto Luigi Natale della UilTucs - Quando disse che avrebbe presentato un bando per un'azienda libera, libera dai vincoli con i suoi lavoratori. Non è riuscito a mantenere, invece, la premessa che fece in campagna elettorale, quando disse che suo nonno aveva fatto aprire le terme e che lui non le avrebbe fatte chiudere. Chi ci ha rimesso sono stati solo i lavoratori. Altra cosa da far notare - conclude Natale - è che il sindaco ha più volte detto che i lavoratori dovevano votare il concordato e se ciò non fosse avvenuto a loro sarebbe stato addebitato il fallimento delle Terme. Come abbiamo visto, il concordato è stato bocciato perché predisposto in modo errato. Chi pagherà ora questi errori?".