Il sindaco chiede la costituzione di un tavolo di crisi per affrontare le problematiche civili e sociali derivanti dal fallimento delle Terme di Stabia.
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Nicola Cuomo
Fallite le terme, il sindaco di Castellammare di Stabia chiede aiuto alla regione ed ai sindacati. Con una lettera inviata a mezzo posta elettronica certificata indirizzata al Prefetto di Napoli, dr.ssa Maria Gerarda Pantalone, all'assessore regionale al Lavoro Severino Nappi, al Consigliere delegato alle attività produttive Fulvio Martusciello, nonchè a tutti i rappresentanti sindacali regionali e provinciali, il primo cittadino stabiese chiede la costituzione di un tavolo di crisi per affrontare le problematiche civili e sociali derivanti dal fallimento delle Terme di Stabia.
"Al fine di affrontare i gravissimi problemi socio-economici e occupazionali che scaturiscono dal fallimento della società Terme di Stabia s.p.a. dichiarato con sentenza n. 11 del tribunale di Torre Annunziata pubblicata il 23/3/2015 - scrive Cuomo - chiedo alle ss.ll. di costituire con urgenza un tavolo di
crisi, unitamente alle organizzazioni sindacali di cui all'allegato elenco".
Poche righe dietro le quali si nasconde tutta l'impotenza di un sindaco che non sa cosa dire ai 200 lavoratori che si ritrovano oggi senza lavoro. Lavoratori che avevano creduto fino in fondo alla possibilità di riprendere servizio nell'azienda del solaro. In molti avevano creduto nella cooperativa suggerita dal Movimento 5 Stelle, poi svanita del nulla. I 100 dipendenti fissi si erano illusi dopo essere stati assunti dalla Centro Laser, e ieri licenziati dalla stessa azienda a seguito proprio del fallimento delle Terme. Negli anni passati erano stati messi l'uno contro l'altro dalla politica, che si diceva pronta a mettere denaro fresco nelle casse della partecipata comunale per salvarla dal fallimento. Si era passati da poco più di un milione promesso dall'ex sindaco Luigi Bobbio, agli addirittura 4 milioni di euro previsti dall'allora opposizione di centrosinistra. Un gioco al rialzo che si è rivelato alla fine un gioco al massacro. E le vittime sono loro, i lavoratori, molti dei quali messi lì a lavorare alle Terme proprio dalla politica. Quindi, alla fine, chi ha creato quei posti di lavoro se li è ripresi. Ma non doveva finire così, con la perdita di altri posti di lavoro, di un'altra azienda di proprietà della città e dei cittadini. Una perdita che impoverisce ancora di più Castellammare di Stabia. Ma quando finirà questa discesa all'inferno ?