“Le rovine lasciate dalla politica stabiese nel corso di anni non scalfiranno mai il senso civico ed il rispetto reciproco che per il gruppo degli ex dipendenti della Terme di Stabia S.p.A. rappresentano e sempre rappresenteranno quei valori umani e professionali fondamentali per una comunità civile e progredita”. Con queste parole il rappresentante sindacale Salvatore Suarato, della Cisl-Fisascat, ha esordito ieri nell’ambito di quello che, nonostante il fallimento e la chiusura conseguente dell’azienda termale stabiese, continua ad essere un imprescindibile appuntamento con gli ex lavoratori della stessa S.p.A..
Il dramma, nel quale buona parte di questi lavoratori ancora versa, è più che mai vivo nel periodo natalizio. A testimonianza di questo, diversi sono i casi in cui la tragedia personale si manifesta e, laddove non si riesce, se non con sommi sacrifici, a tener capo ad imprescindibili impegni e contingenti necessità familiari, c’è anche chi tra di loro si vede costretto a lasciare l’Italia per cercare lavoro in Inghilterra, magari al solo scopo di realizzare il matrimonio di un figlio.
Dal punto di vista di Suarato, il brindisi che ogni anno, nel periodo di Natale unisce gli ex lavoratori di Terme, da tre anni è sempre più sentito e commovente, data la tragedia messa in atto dalla politica locale che ha molto malamente amministrato le risorse e l’enorme potenziale di cui è naturalmente dotata la Città delle Acque. “Ci auguriamo che le terme di Stabia tornino a brillare, ma di nuova luce insieme con i lavoratori che continuano ad amare la propria professione”, ha concluso il rappresentante sindacale.