Nonostante la fine dei lavori nel dicembre del 2017, il restyling della villa comunale continua a far discutere. La prima ditta vincitrice dell'appalto, l'Ati Ma.Mi ha citato in giudizio il Comune di Castellammare colpevole di aver presentato un progetto che di fatto era impossibile da realizzare. Per questo motivo ha chiesto 700mila euro di danni a Palazzo Farnese che ora dovrà difendersi con i suoi legali nelle aule del tribunale. I fatti risalgono all'amministrazione di Nicola Cuomo, nel 2015, quando si assegnò l'appalto per i lavori e si diffuse un primo progetto, poi stravolto più volte nel corso del tempo. Secondo i tecnici della Ma.Mi, i lavori previsti dagli uffici di Palazzo Farnese erano del tutto irrealizzabili in quanto presentavano numerosi errori di calcolo e non prendevano in considerazione lo stato della villa comunale.
Tutto ora finirà nelle mani di un giudice che dovrà visionare la documentazione e prendere una decisione. Il rapporto fra il Comune e la Ma.Mi è stato fin dall'inizio turbolento tanto che pochi mesi dopo la chiusura del lungomare, Palazzo Farnese decise di revocare l'appalto per affidarlo a Rf Appalti, la quale ha poi concluso l'opera nel 2017. Una storia turbolenta quella della villa comunale fatta di modifiche ai progetti, fondi persi e poi recuperati e passando anche per gli scontri fra Comune e ditte per la gestione del cantiere. A distanza di oltre un anno dalla fine dei lavori, l'amministrazione comunale dovrà difendersi per evitare di pagare circa 700mila euro alla Ma.Mi, una cifra enorme che potrebbe mandare in crisi le casse del Comune.
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