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Castellammare - Ennesimo affidamento diretto per somma urgenza, 18mila euro per la sicurezza di un palazzo crollato

Scoppia il caso politico. Una pratica diffusa ma che si scontra con la trasparenza

tempo di lettura: 3 min
di genesp
05/06/2019 12:45:22
Castellammare - Ennesimo affidamento diretto per somma urgenza, 18mila euro per la sicurezza di un palazzo crollato

Continuano gli affidamenti diretti nel Comune di Castellammare. Nonostante le denunce delle forze politiche di opposizione e i richiami del sindaco Gaetano Cimmino, gli uffici continuano ad evitare le gare sul MePa per assegnare i lavori seguendo la logica della somma urgenza. L'ultimo intervento liquidato da Palazzo Farnese è datato 30 maggio anche se i fatti risalgono al mese di dicembre scorso. In via Cognulo nel Centro Antico si verificò il crollo di un palazzo abbandonato i cui detriti invasero la carreggiata. Per ripristinare velocemente lo stato dei luoghi, il dirigente ai Lavori Pubblicia affidò i lavori di messa in sicurezza e di pulizia ad una società di Castellammare, con sede in via Annunziatella, per un costo complessivo di 18mila euro. Trattandosi di un intervento di somma urgenza, si decise di evitare la gara sul MePa (il portale acquisti della Pubblica Amministrazione) e ora a distanza di mesi è stato garantito il pagamento. 

Un modus operandi che da anni si ripete negli uffici di Palazzo Farnese. Spesso i dirigenti preferiscono affidare i lavori evitando la gara scontrandosi con le norme di trasparenza. E' pur vero che sotto la soglia dei 40mila euro i Comuni possono optare per un affidamento diretto ma in un contesto come quello stabiese, con la minaccia della camorra che in passato si è impossessata degli appalti, ogni determina rischia di animare lo scontro politico. In una delle ultime inchieste giudiziarie, le forze dell'ordine hanno evidenziato il collegamento di un dipendente comunale (sospeso da tempo) con i clan della zona ai quali affidava tutti i lavori per somma urgenza nel territorio stabiese. Una collaborazione che alla criminalità organizzata fruttò migliaia di euro di fond pubblici che venivano intercettati con le ditte a loro collegate. Ed è per questo motivo che oggi si chiede la massima trasparenza per qualsiasi tipo di atto che viene firmato in Comune. Una richiesta condivisa sia dalla maggioranza che dall'opposizione anche se non sempre viene accolta.

«Purtroppo siamo costretti per la ennesima volta ad ammonire e diffidare l’amministrazione sul perverso percorso degli affidamenti sotto soglia e su quelli dettati dalla somma urgenza - spiegano Francesco Iovino (Pd) e Tonino Scala (LeU) -. L’eccezionalità dei casi sta diventando consuetudine. Siamo nel paese di bengodi dove la macchina amministrativa procede come se stesse gestendo casa loro. I soliti criteri per affido privi del benché minimo principio di trasparenza nonché di criteri di partecipazione. Risultato, le stesse ditte, i soliti noti. Eppure la norma è chiara è priva di qualsiasi interpretazione e recita così: “Il rispetto del principio di rotazione degli affidamenti e degli inviti fa sì che l’affidamento o il reinvito al contraente uscente abbiano carattere eccezionale e richiedano un onere motivazionale più stringente. La stazione appaltante motiva tale scelta in considerazione della particolare struttura del mercato e della riscontrata effettiva assenza di alternative, tenuto altresì conto del grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale (esecuzione a regola d’arte e qualità della prestazione, nel rispetto dei tempi e dei costi pattuiti) e della competitività del prezzo offerto rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento. La motivazione circa l’affidamento o il reinvito al candidato invitato alla precedente procedura selettiva, e non affidatario, deve tenere conto dell’aspettativa, desunta da precedenti rapporti contrattuali o da altre ragionevoli circostanze, circa l’affidabilità dell’operatore economico e l’idoneità a fornire prestazioni coerenti con il livello economico e qualitativo atteso. Negli affidamenti di importo inferiore a 1.000 euro, è consentito derogare all’applicazione del presente paragrafo, con scelta, sinteticamente motivata, contenuta nella determinazione a contrarre od in atto equivalente”».

«Il pericolo reale nelle tasche dei cittadini è che andiamo incontro a procedure di infrazione dell’Anac, il tema politico è che diventa insostenibile ormai la pervicacia e la sistematicità a ricorrere ad un sistema "anomalo"» concludono.

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