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Castellammare - Elezioni, Ruotolo alza il tiro: «Ci sono candidati dal passato opaco»

Il candidato alla Camera della coalizione di centrosinistra ricorda anche il recente scioglimento dei Comuni di Castellammare e Torre Annunziata per camorra. Intanto Patriarca punta sul Pnrr: «Il Sud prioritario per il centrodestra». E il grillino Amato: «Caro bollette? Colpa di Draghi».

tempo di lettura: 2 min
di red
27/08/2022 15:25:34
Castellammare - Elezioni, Ruotolo alza il tiro: «Ci sono candidati dal passato opaco»

“In queste elezioni ci sono candidati dal passato opaco. Per noi il voto deve essere libero. Gli altri candidati che dicono?”. Sandro Ruotolo, candidato alla Camera nel collegio stabiese con la coalizione democratica e progressista, alza il tiro sul tema della lotta alla criminalità e paventa ipotetiche ombre sui candidati alle elezioni politiche del 25 settembre. Il giornalista anti-camorra non fa nomi, ma intanto ricorda che nel collegio in cui è candidato all’uninominale ci sono due Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. “Noi pensiamo che per battere le mafie bisogna recidere i rapporti tra camorra e politica, tra camorra e affari. Torre Annunziata e Castellammare di Stabia hanno il diritto di riprendersi il loro futuro. Per noi la lotta alla camorra è una lotta per i diritti, per lo sviluppo, per il lavoro”, sostiene Ruotolo lasciando intendere quale sarà uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale. Punta sul Pnrr, invece, Annarita Patriarca, candidata del centrodestra alla Camera e sfidante di Ruotolo. “Il Sud manterrà la quota del 40 per cento e sarà sempre più centrale nell'agenda di Governo. Il rilancio del Meridione è e resta la priorità programmatica di Forza Italia e dell'intera coalizione” assicura Patriarca smentendo di fatto le accuse di chi ritiene che il Sud sia escluso dai programmi del centrodestra, in particolare di Lega e Fratelli d’Italia. Il caro bollette, infine, è l’elemento cardine su cui punta Gaetano Amato, candidato del Movimento 5 Stelle, che include anche l’ex premier Mario Draghi tra i responsabili dell’impennata dei costi di luce e gas. “Tutto questo parte prima del conflitto, è una conseguenza delle privatizzazioni neo liberiste, mantra di tutte le destre del mondo, volute da Mario Draghi e Giuliano Amato dal 1991 al 2001. - sostiene Amato - Dopo aver svenduto tutti gli asset produttivi dello stato ai grandi gruppi finanziari, Mario draghi fu assunto nel 2002 da uno di questi”.

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