«Da quasi 20 anni mi occupo di politiche culturali in particolare per la Campania e il territorio vesuviano, mentre sono impegnata politicamente per Castellammare di Stabia da circa 8. Tempo in cui ho avuto modo di maturare una visione sistemica delle problematiche che impediscono alla mia città di essere florida e vivibile. E’ tempo di liberarsi». A dirlo è Olimpia De Simone, ex presidente del Pd stabiese e con un passato anche nella squadra di governo del sindaco Nicola Cuomo. «Negli anni ho chiesto più volte di operare scelte lungimiranti agli attori della scena politica stabiese che, diciamolo chiaramente, troppo spesso, non solo nei partiti, hanno il nome di coloro che inseguono o scimmiottano potentati di voto, con accordi e promesse che hanno consegnato la città al degrado economico, civico e morale in cui si trova. La corsa al voto si esercita a costo di qualsiasi nefandezza, peggiorando di volta in volta e trascinando la città nel baratro. Accade tanto più oggi che gli stabiesi onesti, svegliandosi dal sonno, vorrebbero partecipare alla discussione politica ritrovandosi, spesso e inconsapevolmente, ad interloquire con personaggi spregiudicati, che da anni curano i propri interessi, saltando di carro in carro e da una nomina all’altra».
Per la De Simone è un «film di cui vediamo un remake ogni due anni. Nuovi attori, qualche variazione sul tema, ma stessa storia inquietante, dal finale scontato, in cui persone indicate come libere e oneste si sottomettono ad affaristi e “capibastone” pur di vincere le elezioni, diventando così parte del sistema». «Donne e uomini di partito che – continua - trasbordano con disinvoltura da una compagine politica all'altra, pur di restare sul carro vincente; aspiranti sindaci che lasciano ad altri la formazione della propria giunta e che accettano candidati evidentemente fantocci di incandidabili; mogli, figli, sorelle che prestano la propria identità come copertura della candidatura di un congiunto, politicante usurato». Di conseguenza, «la firma delle dimissioni dei consiglieri nello studio di un notaio è la deriva estrema di questo modo di intendere la politica. Troppo pochi sono coloro che prendono le distanze da tali facili scelte continuando a occuparsi di politica in modo sano. Bisogna rivedere profondamente la modalità di intendere la politica, trovare criteri e incentivi per promuovere il voto d'opinione e il valore aggiunto di cui è portatore.
Il quadro delle prossime amministrative per la De Simone è desolante: «Da un lato l’elenco degli ex - sindaci, vicari e assessori - pentiti perché bocciati anzi tempo, alla ricerca di riscatto; dall’altro pacchetti di voti, aggregati intorno a pochi nomi, alimentati da greggi di “yes women” e “yes men”, che fanno gola a chi vuole “la poltrona”, ma fanno tremare le vene e i polsi di chi sa che questi hanno messo sotto scacco la città. Cambiare i nomi è vano. Bisogna cambiare le modalità. Mi rivolgo a tutte le forze politiche, soprattutto quelle di ispirazione ideologica democratica. Bisogna avere il coraggio di rischiare, di riunirsi e candidarsi forti di idee e sostenitori liberi e onesti. Bisogna emarginare i potentati, riducendo lo spazio della prepotenza a favore della competenza».
Per lei «Castellammare di Stabia ha bisogno di un fronte democratico che si compatti su qualità, competenze, capacità e piccoli-grandi sogni. Affermiamo il diritto degli stabiesi di scegliere i propri candidati senza ingerenze e scegliamo in base a criteri chiari e certi coloro che vogliono e possono far crescere la Città. Se necessario, le segreterie dei Partiti prendano le distanze dai livelli regionali, che, pur di “vincere”, nella nostra Città hanno alimentato i potentati e, attraverso di essi, illegalità, trascuratezza, invivibilità e gravi diseguaglianze».
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.