Dopo i fondi per la villa, dalla Regione si spera arrivino anche quelli necessari per far ripartire il termalismo a Castellammare di Stabia. Questo, in sintesi, quanto emerso dall'incontro svoltosi in queste ore a Palazzo Farnese tra il commissario straordinario Claudio Vaccaro, Pierluca Ghirelli, funzionario inviato dalla prefettura napoletana, ed una delegazione della segreteria provinciale dell’Ugl.
I sindaci, in particolare, hanno chiesto una maggiore tutela del patrimonio sorgentizio e immobiliare delle terme, la riattivazione delle convenzioni con l’Asl ed hanno ribadito il loro diniego alla speculazione all’interno delle Antiche Terme di Stabia.
«Chiediamo un intervento immediato per quanto riguarda la tutela del patrimonio sorgentizio e del patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali di Ugl - Questo appello è rivolto non solo alla struttura commissariale di Castellammare ma anche al giudice fallimentare delegato dal tribunale del tribunale di Torre Annunziata: occorre aumentare il livello di sorveglianza dello stabilimento del Solaro e di quello di piazza Amendola che ancora oggi dopo raid vandalici e furti non è adeguato».
Ma non è tutto. Nell'incontro si è parlato anche della riapertura dello stabilimento delle Antiche Terme. Il Comune, come abbiamo già riportato in anteprima alcune settimane fa, ha approvato un tariffario per gli ingressi alla struttura, oltre che per il noleggio dell'area parco delle antiche terme per lo svolgimento di eventi e manifestazioni. Nelle ultime ore, però, il commissario Vaccaro ha fatto dietrofront su questi ultimi punti, disponendo il rinvio di una fiera prevista per il prossimo mese di giugno decidendo di autorizzare solo comizi elettorali fino a quando non si terranno le elezioni.
«Vogliamo che la Regione Campania ci dia aiuto per riuscire ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per la riattivazione delle convenzioni termali - hanno precisato i sindacati - perché con la riapertura delle Antiche terme ci deve essere valorizzazione e occupazione ma non speculazione».