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Castellammare - Domani l'insediamento dei tre commissari prefettizi a Palazzo Farnese: traghetteranno Stabia per 18 mesi

Le prossime elezioni in autunno 2023 o in primavera 2024. E intanto si attendono le motivazioni dello scioglimento ratificato giovedì scorso, racchiuse in un dossier di 200 pagine.

tempo di lettura: 2 min
di red
27/02/2022 15:44:21
Castellammare - Domani l'insediamento dei tre commissari prefettizi a Palazzo Farnese: traghetteranno Stabia per 18 mesi

Tre commissari per traghettare nei prossimi 18 mesi il Comune di Castellammare di Stabia nella fase di ricostruzione post Covid. Approderà domani a Palazzo Farnese la triade di commissari prefettizi composta da Raffaele Cannizzaro, prefetto in pensione con un curriculum di altissimo profilo, Mauro Passerotti, viceprefetto in pensione, e Rosa Valentino, dirigente di seconda fascia. Saranno loro a prendere in mano le redini dell’ente dopo lo scioglimento del consiglio comunale ratificato giovedì 24 febbraio dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata nell’attività amministrativa. Un provvedimento scioccante per l’intera comunità stabiese, che ora si ritrova senza una guida politica, con la prospettiva di tornare al voto nell’autunno 2023 o, più verosimilmente, nella primavera 2024 qualora i commissari dovessero chiedere un’ulteriore proroga di 6 mesi. Per la prima volta nella storia cittadina, dunque, si è giunti allo scioglimento per infiltrazioni camorristiche, mentre nel 2010 furono le prescrizioni, e soprattutto l’approdo di una nuova amministrazione comunale dopo le elezioni, a caratterizzare le sorti dell’ente, macchiato dall’ignobile vicenda dell’omicidio del consigliere comunale dem Gino Tommasino ad opera di sicari del clan. In queste ore si discute in merito ai motivi che hanno generato la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e, prima ancora, del Prefetto di Napoli Claudio Palomba. L’attesa è tutta per il contenuto della relazione degli ispettori prefettizi che da maggio a novembre 2021 hanno passato al setaccio gli atti amministrativi di Palazzo Farnese. Un documento che farà chiarezza sull’influenza dei clan D’Alessandro e Cesarano sull’attività di dirigenti, funzionari e politici, determinando anche potenziali notizie di reato trasmesse alla Procura e cause di incandidabilità per consiglieri comunali. E resta da definire la questione legata ai fondi del Pnrr, rispetto ai quali le autorità competenti hanno valutato anche il rischio di interessi da parte dei clan e una permeabilità della macchina comunale, motivi che avrebbero impresso una spinta ulteriore alla decisione di sciogliere il consiglio comunale stabiese. La sensazione è che Castellammare possa restare al palo, dato che i finanziamenti del Pnrr dovranno essere investiti e rendicontati entro il 31 dicembre 2026, pena la restituzione per intero alle casse dello Stato. Gli scenari sono molteplici e nel prossimo biennio sarà necessaria una profonda riflessione per provare a costruire un percorso nuovo e scevro da condizionamenti e ombre che hanno portato all’omicidio di due consiglieri comunali, ad uno scioglimento per infiltrazioni e hanno catalizzato di fatto l’ultimo trentennio della vita politica stabiese.

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